Na carta sporca

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Foto Archivio Capuano

Era il 1977, 43 anni fa, quando Pino Daniele incideva la canzone “Napule è” … na carta sporca e nisciuno se ne importa. Un altro secolo, un altro mondo. Da allora tante cose son cambiate, forse, ma tante son le stesse. Inevitabilmente i giovani, fortunatamente sono ancora tanti quelli che popolano la città, di quegli anni sanno poco, come ogni generazione che ignora quello che è capitato alla precedente. Eppure di quel cantare a noi sembra che tanto sia rimasto. Tanto è cambiato certo, in mezzo c’è stata la crisi della prima giunta rossa capeggiata dal comunista eretico e libero Maurizio Valenzi, poi il terremoto del 1980, l’assalto della peggiore feccia della camorra che mise mani e piedi nei miliardi pubblici stanziati per la ricostruzione. Gli oscuri anni’80, la “rinascita” capeggiata da Bassolino, che per quindici anni ha dominato la scena politica della città. Una storia non lineare con intermezzi tristi con la Iervolino sindaco di Napoli, apparentemente in sintonia con Bassolino presidente della Regione, poi la crisi dei rifiuti, ancora camorra, la destra al governo regionale, poi di nuovo la “sinistra” con De Luca che dalla provincia conquista la Regione. Nella città capoluogo l’era di De Magistris, nato dalle ceneri della sinistra napoletana, con un numero significativo di dimissioni e cambi di assessori, si sta per concludere. Siamo al capolinea. E Napule è, ancora, … na carta sporca e nisciuno se ne importa.

La Metropolitana cresce in testa, aumenta i chilometri del suo percorso, ma perde la coda. Nelle settimane scorse, da ultimo, migliaia di persone sono state lasciate a terra e la Metro ha servito solo il percorso dai Colli Aminei a Garibaldi. Saranno stati contenti quei vomeresi che protestavano perché dalla periferia giungevano persone “non adatte” al loro ovattato mondo urbano. Migliaia lasciati a piedi senza nessuna alternativa se non quella di imbarcarsi con mezzi propri nell’inferno del traffico mattutino verso il centro.

La munnezza ha cambiato odore. Puzza meno perché per strada ci sono i riciclabili, gli ingombranti. Ma sempre munnezza è. Chiediamo spiegazioni. Al sindacato ci dicono che ci sono trattative in corso, che il problema è la direzione dell’azienda Asia, del suo presidente che con scelte improprie ha indotto prima le proteste e poi la chiusura dei centri di stoccaggio degli ingombranti. Abbiamo chiesto a qualcuno di scrivere, di spiegare, ma nulla è accaduto, forse gli equilibri politici, le trattative per una alternativa al sindaco uscente impediscono prese di posizione chiare e nette. I servizi in città sono pessimi. Finita l’ubriacatura turistica si vedono esercizi commerciali chiusi, alcuni in apparenza in ristrutturazione, ma si intuisce che c’è stato un cambio della proprietà. Come sempre la rendita immobiliare è l’unica che si avvantaggia di ogni commercio e così in molti non riescono a coprire le spese, i fitti esagerati che ormai chiedono al centro. Qualcuno ipotizza che sta subentrando la camorra sempre alla ricerca di nuovi sistemi per riciclare il proprio denaro sporco; probabile?

Che dire della sicurezza dei cittadini? A via Cilea, in un normale pomeriggio infrasettimanale, abbiamo visto 5, 6 auto della polizia fare la ronda nella tranquilla zona pedonale. A Materdei, alla Sanità, a Scampia, a piazza Cavour, e in tanti altri luoghi critici, però, tante brave persone si sentono sole, sfiduciate e sempre più insicure, facili prede della propaganda della peggiore destra. In questi luoghi più volte abbiamo visto gruppi di ragazzini, giovanissimi e meno giovani, occupare con motorini zone pedonali, vandalizzare l’arredo urbano, e tante altre nefandezze. Quando qualcuno chiama polizia o carabinieri, se arrivano, fanno un giro quando ormai tutto è finito e vanno via. Lo abbiamo visto con i nostri occhi. Eppure quando ci sono, molto cambia. Muovendoci in città quasi esclusivamente a piedi, ci accorgiamo che quando c’è un posto di blocco, anche solo due carabinieri in moto, tutto cambia. I motorizzati senza casco, che corrono contro senso, si passano la voce, mostrano di temere quella presenza, cambiano strada, tornano indietro. Allora la presenza delle forze dell’ordine per strada a qualcosa serve e ci chiediamo perché siano così pochi.

Abbiamo letto sui giornali: “sbloccata la situazione a Bagnoli, si riparte per la bonifica”. Quante volte abbiamo letto notizie simili! Ma c’è la crisi, la recessione, l’innovazione tecnologica, il lavoro è morto, ormai o sei innovativo o muori. Già ma perché la rendita non muore e i ricchi continuano a comprare case, a conservare soldi, tanti soldi nelle banche? Tra poco ci saranno le elezioni, la sinistra è in crisi, il centro destra non trova un nuovo leader. Gli affari si continuano a fare, il lavoro continua a non essere pagato dignitosamente …  e Napule è … na carta sporca e nisciuno se ne importa.

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