I latitanti: disciplina e onore

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La Costituzione della Repubblica italiana

Incontro per strada un amico e, dopo i convenevoli di rito, ci fermiamo in un bar per un caffè; mentre lo sorseggiamo, il discorso cade sulle recenti “disavventure” di alcuni politici, assurte agli onori della cronaca politica; l’amico sostiene che la disaffezione espressa da una parte crescente di cittadini rispetto alla partecipazione al voto dipende dal fatto che non pochi cittadini, cui sono affidate funzioni pubbliche, le svolgono violando le leggi e disonorando il ruolo loro affidato. È evidente che il mio interlocutore, pur senza citarlo, si riferisce al principio contenuto nell’articolo 54 della nostra Costituzione, che recita: «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore…». Il discorso meriterebbe di essere approfondito, ma il mio amico ha fretta e va via salutandomi con la consueta cordialità.

Sulla strada di ritorno a casa rimugino sulla breve conversazione fatta davanti alla tazzina di caffè e ammetto che il mio amico ha probabilmente ragione; ripenso all’attualità politica degli ultimi tempi e mi convinco che a non pochi politici odierni manca il senso di “opportunità politica”, che dovrebbe guidare il loro operato: anche se non si violano precise leggi, il senso dell’etica pubblica, di cui si alimenta ogni Stato di diritto, dovrebbe guidare certi politici fino al punto di dimettersi pur di conservare intatta l’immagine dell’onore che pertiene alle cariche pubbliche ricoperte. Invece, a fronte della manifesta inadeguatezza di diversi incaricati di funzioni pubbliche, non assistiamo ad alcuna seria riflessione sul modo di interpretare un ruolo di governo e sul contegno e la misura (la disciplina e l’onore di cui parla la Costituzione) con i quali si dovrebbe operare nelle istituzioni democratiche del Paese.

Giunto a casa, decido di inviare un messaggio al mio amico e gli scrivo: «Hai ragione: oggi con la emergente perdita del senso dello Stato sono latitanti anche la disciplina e l’onore.»

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