L’enigma Napoli

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Strano campionato sta vivendo il Napoli. Perde in casa con una Fiorentina così forte che poi le prende, nell’ordine, da una Salernitana in lotta per non retrocedere, in casa dall’Udinese “solo” per 4 a 0 e in casa del Milan. Pareggia con la Roma in casa e sappiamo come, poi, la Roma va a perdere inopinatamente in casa dell’Inter. Non contenta perde in casa dell’Empoli dove, all’80′, conduceva per 2 a 0. Lo stesso Empoli che non vinceva una partita da quando aveva sconfitto il Napoli stesso al Maradona. Poi l’Empoli perde in casa 3 a 1 contro il Torino.

Prima di queste tre partite eravamo in lotta per lo scudetto e invece l’obiettivo di inizio stagione era la qualificazione in champions league. Ecco perché in queste tre gare abbiamo visto una squadra svogliata che sembrava non avere grinta e gioco. Abbiamo pensato anche a un calo fisico perché non avevamo la sensazione di vedere giocatori che lottassero per qualcosa di importante. E poi? Beh, una volta scampato il “pericolo” di vincere uno scudetto giochiamo in casa contro un Sassuolo che ci ha sempre messo in difficoltà. Partita stupenda! Pressione a tutto campo, grinta, personalità, voglia di stravincere, gioco veloce a uno e due tocchi al massimo, fraseggi spettacolari e sei reti di cui quattro nei primi venti minuti. Ma avevamo l’obiettivo della qualificazione nella massima competizione europea e quindi, giustamente, l’atteggiamento non era quello delle tre partite precedenti. E addirittura, da una settimana all’altra (?), i giocatori hanno ritrovato quella condizione fisica e mentale che non avevamo visto più.

Mah! Cosa pensare?  

La verità è che non lo sappiamo, come non siamo a conoscenza del perché della partita scialba giocata contro il Verona l’anno scorso. O forse quella fu giocata senza alcuna intensità perché non era stato annunciato l’obiettivo della champions league?

C’è qualcosa di cui dubitare o ci dobbiamo “bere” che durante le cene, quelle che hanno sostituito il ritiro annunciato, si è verificato un incantesimo? E cosa avranno mai mangiato? Se fosse così, la società ha il dovere di comunicare a tutti i napoletani, magari solo ai tifosi, il nome dello chef.

Ecco, dopo la sconfitta contro l’Empoli in tanti hanno chiesto a tutti di vergognarsi, ma noi non l’abbiamo fatto e avevamo ragione. È dopo la partita con il Sassuolo che sarebbe il caso che si vergognassero perché nessuno vorrà, o forse meglio, nessuno potrà spiegarci a cosa è dovuta la metamorfosi ignominiosa cui abbiamo assistito.

Noi continueremo a tifare per questa squadra ma, così come auspicato l’anno scorso dopo la gentile concessione alla Juve del posto in champions league, confidiamo un giorno di saperne di più.

1 commento su “L’enigma Napoli”

  1. elio mottola

    “A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina” diceva Andreotti, grande tifoso della Roma.

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