Diario dell’inquietudine: 30 aprile 2022

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pagina di diario

Dopo oltre due mesi di notiziari, interviste, maratone, talk show e servizi televisivi sull’invasione dell’Ucraina ormai in famiglia conosciamo discretamente l’ucraino e un po’anche il russo. E tuttavia rimane difficile capire quando questa carneficina avrà fine.

Per sottrarci al rovello che ci accompagna per larga parte della giornata, cerchiamo rifugio in qualche notiziola frivola o insolita che possa distrarre per qualche istante la nostra attenzione, oltre che dalla guerra, anche dal Covid, che non è più nel cono di luce dei riflettori ma tuttora subdolamente circolante. Ce lo conferma l’immunologa di riferimento di quasi tutti i telespettatori di sesso maschile, Antonella Viola, la quale si cimenta in un argomento che ritenevamo non rientrasse nella sfera scientifica. Il titolo di questa sua terza pubblicazione, “Il sesso è (quasi) tutto”, ha per un attimo illuso i tifosi della bella immunologa che i suoi interessi si spingessero finalmente verso territori un po’ più distensivi, magari addirittura disinvolti. Non è così. Già il sottotitolo riconduce alla dura realtà di una donna di scienze che non si allontana dalla sua passione professionale: “Evoluzione, diversità e medicina di genere”. Eppure quel malizioso “quasi” inserito tra parentesi nel titolo risultava parecchio promettente. Pazienza, sarà per un’altra volta.

L’altra notizia che ci ha tirati fuori dall’incubo della guerra è la nuova spedizione spaziale internazionale cui partecipa, da protagonista, la nostra astronauta di bandiera, Samantha Cristoforetti: sei mesi nello spazio a fare importanti esperimenti in assenza di gravità. La prima domanda che ci si pone, vista la consueta euforia con la quale la nostra simpatica cosmonauta si è tuffata nella nuova impresa, è la seguente: come vive abitualmente la sua vita domestica in presenza di gravità la Cristoforetti? Sarà tollerante col compagno e con i due figli circa l’alimentazione “terrestre”? Cercherà di tanto in tanto di rifugiarsi in una sua “bolla” che riproduca le condizioni della capsula spaziale? Insomma, la spedizione sarà una vacanza per lei o lo sarà per il compagno e i figli? Sopravviverà il suo compagno francese Lionel Ferra a sei mesi di separazione qui, sul suolo terrestre, in presenza di gravità? Come affronterà la solitudine di coppia? Sarà in grado la Cristoforetti di controllare le sue mosse notturne una volta messi a nanna i figlioli? A proposito dei quali torna di particolare attualità ricordare che i loro nomi sono rispettivamente Kelsi Amel Ferra Cristoforetti e Dorian Lev Ferra Cristoforetti.

Questi doppi cognomi e nomi ci hanno immediatamente ricondotti alla recentissima pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarata illegittima l’attribuzione automatica del cognome del padre ai figli. Pur non essendo ancora pubbliche le motivazioni della sentenza, è opinione comune che occorrerà un provvedimento di legge per disciplinare una materia così delicata. La nostra impressione familiare è che la Consulta abbia giustamente chiuso una strada sbagliata ma ne abbia aperta una che introduce in un labirinto. Al momento ci si domanda di quanti cognomi dovrà farsi carico il figlio di una coppia composta da genitori con due cognomi. Se non si vorrà tornare, nel giro di un paio di generazioni, all’antica “grandezza” del ‘600 spagnolo, bisognerà che i genitori concordino delle mutilazioni ai danni di un paio di nonni o di nonne, condannati a sparire dalla genealogia del nuovo nato. Ma avremo occasione di tornare sull’argomento.

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