“Grande è la confusione sotto il cielo”

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Un test Covid “fai da te” reperibile in qualsiasi farmacia d’Europa (Foto di Unsplash)

Arrivare negativi a Capodanno sembra essere la nuova prova di Squid Game, un gioco che un po’ come nella famosa serie coreana in realtà non fa ridere, piuttosto ha il sapore amaro di chi è nelle mani del destino. Nell’era digitale, in quella che chiamano la bolla di vetro, i social tengono compagnia ai milioni di positivi che da giorni postano foto, producono meme e danno sfogo alla loro fantasia sul web. Nell’epoca della pandemia, che da due anni ha stregato il mondo, anche la “malattia” si vive virtualmente. Per fortuna, ma in questo caso purtroppo, la vita reale è fuori dagli schermi e la frenesia e le code in fila per entrare in una farmacia rendono bene l’idea di paura, incertezza e smarrimento.

Le regole sono saltate e questo certamente non per colpa dei cittadini, né per la loro imprudenza; la sensazione è di esser stati abbandonati al destino in attesa di un tampone che esca negativo… ma attenzione in quanto è fresca la consapevolezza che oramai neanche più i tamponi rapidi sono affidabili. La domanda sorge spontanea: perché non toglierli dal mercato? La risposta più che semplice resta sconvolgente, i tamponi in Italia continuano ad essere a pagamento dei cittadini, inutile illudersi di quelli gratis presso le ASL… le attese infinite rendono chiaro il concetto di come dovrebbe essere e di come in realtà è. Nella puntata notturna di skytg24 alla domanda della giornalista: “da quanto aspetta qui in coda per un tampone?”, la risposta del signore milanese resta iconica di un disastro sanitario senza precedenti: “da stamattina alle 10,00… ora sono le 23,30”. Non fa ridere, tanto meno non crea scalpore. Sembra essersi rassegnati ad un vuoto politico in cui il bene pubblico precipita quotidianamente.

Cosa si sarebbe potuto fare in questi due anni? Forse è facile dirlo ora, ma resta doveroso affermare che la militarizzazione ingiustificata delle nostre città, la criminalizzazione dei cittadini, la guerra propagandistica nei confronti dei no-vax ha rallentato il vero processo di messa in sicurezza. Come il dong di una campana tibetana, il rumore delle notizie ci ha storditi tutti. A nessuno è venuto in mente di migliorare il sistema dei trasporti, di garantire a tutti i cittadini tamponi gratuiti, di mettere in sicurezza il personale sanitario e i lavoratori tutti in generale. Pretese che forse sembrano volere la luna in un mondo in cui la salute continua ad essere un business, in cui i paperon dei paperoni non accennano minimamente ad eliminare i brevetti sui vaccini, se non di vaccinare tutto il mondo. Potremmo arrivare anche alla 15esima dose qui nel nostro Occidente, ma a cosa servirebbe se il Cameron, l’Angola, la Palestina o l’Honduras non hanno neanche il 4% della popolazione vaccinata?

La variante Omicron è l’ennesimo esempio di quanto scellerata sia la gestione a livello planetario. Sarebbe ora quindi di smetterla di creare nemici interni alla popolazione, di mettere in risalto fake news e complottismi vari per spostare l’attenzione su chi realmente dovrebbe farsi carico della nostra salute; spostare il discorso da orizzontale a verticale, perché a Napoli si dice: “il pesce puzza dalla testa”. Come fa un popolo con il 27,9% di analfabetismo funzionale a star dietro alle direttive governative che cambiano un giorno sì e l’altro pure? Ci meravigliamo quindi se il risultato di questo prodotto sono i pazzi esaltati che gridano al complotto? Dal green pass passando per le zone a colore, dall’affetto stabile alla non più quarantena per i vaccinati con terza dose, una lista lunghissima di divieti e permessi che hanno solo confuso il cittadino medio. Caos che ha acceso i riflettori sul ruolo dell’informazione nel Bel Paese che sputa notizie con l’unico obbiettivo di accrescere dubbi più che stimolare domande. L’anno che sta per finire ci lascia l’idea che forse Il governo dei migliori non è stato all’altezza delle aspettative. Così, mentre l’Europa ci loda, in Italia si ha la sensazione che l’effetto Draghi sia già svanito, e sarebbe anche onesto intellettualmente ammettere che, se a Palazzo Chigi non ci fosse stato Mario Draghi, si sarebbero già chieste le dimissioni del primo ministro in carica. Forse la frase simbolo dell’ultimo film di Sorrentino dovrebbe essere l’auspicio per l’anno nuovo: non ci disuniamo!

3 commenti su ““Grande è la confusione sotto il cielo””

  1. Simone Albano

    Come sempre un bell’articolo, preciso, facile da comprendere ma soprattutto VERITIERO. Complimenti Francesco.

  2. ADRIANO FERRARA

    Un’analisi attenta e veritiera, ma mi chiedo e chiedo: quali erano le proposte che il Governo avrebbe dovuto accogliere ad inizio pandemia, o un anno fa, o sei mesi fa, o da qualche giorno, quali sono gli errori commessi tenuto conto conto che pure le evidenze scientifiche sono state e sono spesso contraddittorie? Considerato che i Presidenti Biden, Macron, Merkel e Vonderlayen hanno elogiato l’Italia per le politiche attuate, quali sono i Paesi che possiamo affermare abbiano agito bene, la Gran Bretagna di Johnson, la Russia di Putin, forse la Cina? Ma quella è una dittatura! Ogni misura presa ha dovuto fare i conti con reazioni spropositate e talvolta violente, eppure siamo ancora qui, quale “Migliore” avrebbe potuto arginare questo disastro meglio degli ultimi due premier?
    Buon anno a tutti!

  3. elio mottola

    Aldilà della puntuale narrazione degli eventi contenuta nel bell’articolo di Francesco Fusi, mi pare di poter condividere le perplessità espresse da Adriano Ferrara. Se il governo dei migliori ha deluso (e ha deluso) non è certo per la lotta al covid. Buon Anno a tutti, non so se il 2022, che mi sembra azzardato, o il 2023. Vedremo

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