I bambini migranti dell’epoca Biden

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Bambini migranti al confine tra Messico e Stati Uniti (Foto di www.unspalsh.com)

Il neo Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, alla fine di febbraio aveva aperto le porte della speranza ai migranti del centro America, in particolare ai messicani che durante l’epoca Trump si sono visti respingere con tanto di muro alzato. La situazione è iniziata a cambiare quando, a causa del forte flusso migratorio, lo scorso 12 marzo il Presidente USA ha inviato al confine migliaia di uomini dell’Agenzia federale per gestire il fenomeno. Pochi giorni fa una doccia fredda per migliaia di persone: “Non venite. Non lasciate le vostre città, le vostre comunità”, in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Abc. Nonostante Biden abbia dei toni diversi nei confronti dei migranti, rispetto al suo predecessore, e nonostante la parziale apertura da quando è iniziato il suo mandato, i migranti, specialmente bambini senza genitori, si ritrovano a dover tornare in dietro, vivendo nel limbo tra il ponte che unisce el Paso in Texas con Ciudad Juárez in Messico. La testimonianza di Vilma Iris Peraza, giovane migrante con in braccio la sua bambina, è agghiacciante: “ci hanno ingannato, ci hanno detto che saremmo stati ospitati in uno stabilimento nel nord degli Stati Uniti, ma non ci avevano detto che ci saremmo ritrovati in stato di arresto” (come riporta il quotidiano: elpais). La giovane donna sottolinea così la falsa speranza del nuovo Presidente, che poche settimane prima aveva lanciato l’appello in tv affermando che stava regolarizzando l’entrata delle giovani madri nel Paese con a carico minori di 6 anni.

Il fenomeno migratorio è targato Honduras, Guatemala, El Salvador e infine Messico. Migliaia di persone intraprendono il viaggio della speranza per mesi prima di giungere al confine con gli USA. Oltre il tragitto estenuante, i pericoli sono molteplici come imbattersi nelle bande criminali dei narcos, essere arrestati al confine e aspettare mesi prima di vedere la libertà seppur da clandestini, perdere i propri cari durante il tragitto. In questo scenario, oltre le immagini delle file chilometriche al confine, solo i numeri posso riportare la gravità di un fenomeno che ad oggi soffre anche delle politiche attuate da Donald Trump. Nel mese di febbraio sono almeno 100.441 le persone che hanno tentato di oltrepassare il confine per entrare negli Stati Uniti. Sempre nel mese di febbraio le persone detenute nei dei penitenziari in attesa di giudizio sono aumentate del 28% rispetto al mese precedente. Dal mese di ottobre 2020 sino ad oggi le carovane migranti che hanno tentato l’accesso proibito sono 396.000, comparati ai 201.600 durante lo stesso periodo dell’anno scorso. Numeri che segnano un record negativo comparabile solo al 2006. Ma il numero che mette i brividi è che nei mesi che vanno da ottobre 2020 sino a febbraio 2021, circa 30.000 minorenni si sono presentati al confine senza genitori. Cifre che rischiano di aumentare ancora. Ma come ogni crisi migratoria chi si sta arricchendo sulla pelle di milioni di persone sono i trafficanti, che si fanno pagare dai migranti per essere accompagnati a km di distanza rispetto al confine con gli USA. Un business fruttuoso annusato già dalle organizzazioni criminali dei narcotrafficanti.

Al momento l’amministrazione Biden si sta concentrando sui campi profughi presenti a Matamoros, nello stato di Tamaulipas, Messico. Luoghi terrificanti per degrado e criminalità, lì infettarsi di Covid rappresenterebbe l’ultimo dei problemi. “Continuiamo a vedere una vasta criminalizzazione dei migranti, un aumento delle irruzioni e degli arresti, la mancanza di aiuti necessari nei rifugi e la mancanza di assistenza sanitaria in un momento particolarmente critico a causa della pandemia di Covid-19. Accogliamo con favore la ripresa dell’esame delle richieste d’asilo, ma in migliaia continueranno a soffrire se verranno mantenute le attuali misure contro le persone in movimento”, ha affermato Sergio Martín, capomissione di Medici Senza Frontiere in Messico, sottolineando come migliaia di migranti, che vivono in strada, dormendo sotto i ponti scambiandosi coperte e cibo, siano pane per i denti del virus che sta mettendo in ginocchio il Pianeta (MediciSenzaFrontiere). 

Intanto il governo Biden si dice impegnato a fare il massimo per dare una nuova speranza di vita a migliaia di persone, predicando così pazienza per mettere in moto la macchina burocratica e permettere ai migranti di fare le richieste d’asilo nel loro Paese d’origine. The Show must go on? Beh, speriamo ancora per poco.

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