Il sonno della ragione genera mostri di Gaetano Placido (Pubbl. 11/11/2017)

Abbiamo incontrato Giorgio Koch, ingegnere e matematico, già professore ordinario alla “Sapienza” e “Roma tre”, della quale è stato uno dei fondatori, nella splendida cornice dell’Agriturismo San Lorenzo di Fiuggi, dove attualmente risiede. Una figura di estremo interesse, un tempo si sarebbe detto un intellettuale organico, capace di leggere “i segni dei tempi”, contaminandosi con  l’impegno civile. Dote non frequente nell’intellighenzia nostrana. Analizza eventi “scomodi”, con rara lucidità di analisi. “Un modo”, sottolinea, per “essere uguali, essere diversi”, (il titolo di uno dei suoi ultimi lavori, n.d.r.), nella scienza, nella società civile ed in quella religiosa.

Mi chiede  in premessa di non chiamarlo professore, rimarcando, forse,  la voglia di superare ogni linea di demarcazione con i suoi interlocutori.

Su “Fiuggi”, storica testata ciociara, ha intitolato un suo articolo: “Aiuto, arrivano i migranti”, senza apporre il punto esclamativo. Un refuso?

No, manca il punto esclamativo perché volevo sottolineare  come i migranti possono essere aiutati e come a loro volta possono essere di aiuto.

In che senso?

Pensiamo alla  reazione più diffusa alla presenza nelle nostre città di persone richiedenti asilo, essenzialmente dall'Africa. Si manifestano  varie espressioni di rifiuto,  motivate anche inconsciamente, dal timore, dalla diffidenza e dalla chiusura ai diversi. Si dice che portano malattie e delinquenza; che aumentano spaccio, prostituzione, vendita di prodotti illegali, uso di videopoker; che rubano il lavoro ai residenti locali; che addirittura solo passeggiando danneggiano l’ immagine di decoro della città e, nel caso di Fiuggi, della stagione turistica.

Una calunnia?!

“la calunnia è un venticello...” peraltro diffusa senza uno straccio di conferma. E per quanto riguarda il presunto danno alla stagione turistica, tutto quello che sappiamo è che qualche albergatore a Fiuggi  ha dichiarato  sulla stampa che alcuni ospiti hanno disdetto. Mi viene in mente la  famosa affermazione: “Tutti gli indiani camminano in fila indiana, perlomeno camminava così quello che ho visto io”.  

Perché non vengono esibiti dati (numeri, bilanci, prenotazioni, presenze) e confrontati con quelli degli anni precedenti, ovviamente dopo averli depurati dagli effetti dovuti all'andamento della crisi economica che stiamo attraversando? Certo, Fiuggi, come molti Comuni italiani, ha organizzato strutture di accoglienza, secondo i piani predisposti dalla Prefettura e le disponibilità offerte da cooperative che impiegano strutture ricettive altrimenti inutilizzate. Ma ecco che subito c’è stato chi ha obiettato che questi migranti ricevono vitto e alloggio sulle nostre spalle, favorendo iniziative speculative. E questo è profondamente falso! Con buona pace degli interventi di Casapound e di Forza Nuova, il punto fondamentale è il completamento dell'accoglienza con l'integrazione.

Un tema spinoso sul quale questo governo, al pari di quelli precedenti, ha mostrato scarsa  attenzione e ben poca sensibilità nel promuovere interventi adeguati. 

Occorre chiedersi  se si possa parlare solo di accoglienza, o se si debba riconoscere che le politiche di accoglienza hanno avuto ed hanno tuttora un limite oggettivo nella capacità di integrazione, come ha riconosciuto lo stesso ministro Minniti. Una società che accoglie e che non sa integrare significa che non è attenta al suo presente e al suo futuro. L'accoglienza che si limita al vitto ed all'alloggio porta inevitabilmente al tempo perso, al bighellonare, allo scorrere inutile delle giornate. In altre parole, concrete ed essenziali, l'aiuto che questi migranti devono ricevere è strettamente legato all'aiuto che essi possono dare alle nostre comunità.

In che modo?

A cominciare dallo svolgimento di lavori socialmente utili. Come non pensare al fatto che il turismo  venga danneggiato, più che dalla loro presenza, dalla carenza di manutenzione delle strade, degli arredi, dei trasporti, in sostanza di quegli elementi infrastrutturali capaci di rendere pienamente vivibili le nostre città? Perché non impiegare gli immigrati in compiti lavorativi specifici rimasti scoperti dall'assenza di altra disponibilità? Perché non pensare ad eventi culturali ed artistici, iniziative teatrali e musicali nelle quali la loro partecipazione possa favorire una sana “contaminazione”  culturale facendo della differenza un valore aggiunto?  Qui a Fiuggi,  in qualche caso, abbiamo sperimentato questa formula, ma non è ancora sufficiente. E' necessario proseguire ed ampliare queste iniziative, mettendo alla prova questi migranti, chiedendo loro cosa sanno e cosa vorrebbero fare,  dando soprattutto loro la possibilità di farlo. Sarebbe certamente  un segno di integrazione e di riconoscimento della loro dignità.

…E un’occasione di lavoro.

Senza dubbio! Perché il lavoro, secondo la nostra Costituzione, non è soltanto un mezzo di sostentamento economico, quanto sopratutto una affermazione e una garanzia della dignità umana.

Lei sottolinea spesso che sulla conoscenza del fenomeno migratorio pesa un’ignoranza diffusa. Che intende dire?

Dobbiamo comprendere che il  mondo nel quale viviamo è un po' più ampio dei nostri angusti recinti. La presenza di richiedenti asilo ci provoca fastidio, e talvolta  paura. Un atteggiamento che  fa risaltare la nostra ignoranza. Bisogna  imparare a confrontarsi con loro, chiedendo ad esempio  notizie sul paese di provenienza, sulla sua storia, su chi e cosa hanno lasciato alle spalle, sulla loro lingua, sulle loro aspirazioni, su cosa progettano di fare...

Cosa lo impedisce?  

Spesso il “sonno della ragione genera mostri”, come illustrato dai quadri di Francisco Goya e di Renato Guttuso. Impariamo dunque ad usare la ragione, e sfruttiamo la loro presenza per allargare la nostra mente.