L’ultimo sguardo

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Era da tanto tempo che non la vedeva più e ne avvertiva solo la presenza.

Da quando l’aveva incontrata la prima volta erano trascorsi molti anni, ma quel ricordo nella sua mente era vivido più che mai.

I lunghi capelli scuri e gli occhi verdi avevano attirato la sua attenzione sin da subito: e questa era la versione romantica che amava raccontare in giro.

In realtà fu quel fondoschiena, che sembrava scolpito nel marmo, a catturare il suo sguardo e con esso la totale attenzione di un sedicenne in piena tempesta ormonale, il cui immaginario onirico finì per essere monopolizzato da tanta bellezza.

In un batter d’occhio si rese conto di aver incontrato la ragazza dei suoi sogni e capì, all’istante, che non avrebbe dovuto lasciarsela sfuggire: insomma, fu amore a prima vista.

Lo scambio di sguardi, nel bene e nel male, segnò i decenni a seguire.

Languidi e maliziosi, quando il desiderio si faceva strada con prepotenza e coinvolgeva i loro corpi prima ancora delle loro anime.

Teneri e dolci, quando assistevano al miracolo della nascita dei figli e apprensivi durante gli anni della crescita.

Indispettiti e crudeli, di fronte a un torto o peggio ancora a un tradimento subìto, fino a divenire taglienti nell’infliggere il castigo per la colpa commessa.

Rassegnati e sereni per il perdono concesso o ricevuto.

Distrutti dal dolore per le perdite di affetti cari o colmi di gioia per i traguardi raggiunti dai figli.

In questo gioco di sguardi, mai scambiati per caso o distrattamente, si era consumata una vita intera.

Poi, all’improvviso, i loro occhi avevano smesso di incontrarsi.

Un trauma, a seguito di un incidente, aveva avvolto nel buio l’esistenza di lui, gettando entrambi nello sconforto: non avrebbero più potuto comunicare le loro emozioni attraverso gli sguardi.

Mentre intrecciavano le dita delle loro mani per colmare il distacco visivo che li separava, rimpiangevano solo di non aver potuto scambiarsi un ultimo sguardo.

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