Una Y 10 color arancio

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Quante volte si erano ritrovati seduti lì, l’uno al fianco dell’altra, nell’abitacolo della loro Y 10 color arancio.

L’avevano acquistata in ottantaquattro comode rate sul finire degli anni Ottanta quando, non più giovani, avevano deciso di fare una pazzia e comprare, finalmente, un’automobile: non ne avevano mai avuta una prima di allora e non se ne erano mai più separati.

Non avevano avuto figli e così non c’era stata neanche l’esigenza di un’auto più capiente per trasportare carrozzine o passeggini: la piccola utilitaria era più che sufficiente per le loro necessità.

Ne avevano fatti di viaggi interminabili in giro per il paese a velocità di crociera o di più brevi gite fuori porta, quando le belle giornate invitavano a uscire dalla città e a spingersi verso le vicine località di mare.

Con la loro piccola auto dal colore così imbarazzante si sentivano liberi ed erano felici perché si accontentavano di ciò che avevano, a dispetto di chi dall’alto di un suv li osservava pensando a loro come due poveracci compressi in quel minuscolo abitacolo.

Certo in più di trent’anni di onorata carriera il loro gioiellino, come vezzosamente solevano chiamarla, aveva avuto bisogno di un bel po’ di manutenzione, ma la cura che le riservavano la rendeva ancora perfettamente funzionante.

Per circolare in città avevano sacrificato il già minuscolo bagagliaio per installare l’impianto a gas e conquistare così l’agognata classificazione antinquinamento euro 4.

Da un po’ di tempo, però, avevano smesso di usarla per percorrere i loro itinerari spensierati, riducendo gli spostamenti a un triste percorso di andata e ritorno, sempre uguale a se stesso, che con il passare dei mesi si era trasformato in un calvario.

La chemio su di lei non stava sortendo gli effetti sperati e presto le loro strade si sarebbero separate per sempre.

Si prepararono, allora, per l’ultimo viaggio da fare con il loro inseparabile gioiellino.

Il gas di scarico che si diffondeva nell’abitacolo della Y 10 color arancio li trovò, ancora una volta, seduti l’uno al fianco dell’altra, mano nella mano, pronti a partire insieme.

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