Napoli: il dovere di crederci

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Campionato strano quello che stiamo vivendo. Nessuna delle tre di testa sembra voglia spiccare il volo e la vittoria finale, a dieci giornate dal termine, è alla portata di tutti compreso, e ancora, il Napoli. I punti che serviranno a decretare la vincitrice, secondo tanti analisti, potrebbero essere 85. In quest’ottica anche gli azzurri possono aspirare a diventare campioni d’Italia 2021/22. È un fatto. Se consideriamo che il Milan, ora in testa, pareggia in casa con l’Udinese, fuori casa con la Salernitana, perde in casa con lo Spezia e col Sassuolo, che l’Inter pareggia contro il Genoa, perde in casa col Sassuolo e lo scontro diretto proprio contro il Milan, che il Napoli, e già sappiamo, ultimamente pareggia male a Cagliari, perde lo scontro diretto con il Milan in casa, e sempre in casa perde contro Spezia, Empoli, Atalanta, dobbiamo pensare che tra le tre di testa ci saranno ancora sorprese e, forse, qualcuna di queste potrebbe regalarci il nuovo aggancio. Possibile e doveroso sperarci a condizione però che, e questa è la grande incognita, il Napoli, con la formazione ora al completo, sappia ripetere quanto abbiamo visto saper fare a inizio campionato con le tante vittorie consecutive. Deve però ritrovare quella forza fisica e la determinazione di quel periodo, forse la “leggerezza” di cui ci ha parlato più volte il Mister.

Ma veniamo alla partita contro il Milan. Brutta, giocata male, senza determinazione, senza la cattiveria necessaria. Prima mezz’ora anche discreta ma solo fino a venti metri dalla porta. Osimhen troppo solo a combattere, sia pure con una voglia che oggi sembra appartenere solo a lui. E dopo la prima metà del primo tempo il Milan, riorganizzatosi, ha preso il sopravvento meritando, alla fine, i tre punti. Certo, abbiamo visto negare un rigore in area Napoli per un presunto fallo di Koulibaly, ma appunto, era presunto: non c’era. Poi abbiamo visto negare un rigore al Napoli per fallo sul sempre indemoniato Osimhen e quello c’era senza alcun dubbio. E ci hanno sconcertato due cose: l’emittente (non televisiva) Dazn ha riproposto la moviola del primo fallo in quantità industriali mentre, per il fallo su Osimhen, si è degnata di farcela vedere mezza volta. Perché? La seconda cosa che ci ha lasciato l’amaro in bocca è stato leggere, se abbiamo bene interpretato, sul labiale di Orsato, quello che se è troppo vicino non sa arbitrare, la frase: se non era fallo quello non è fallo neanche questo. Grave, ai limiti della decenza. Ma tant’è!

Ovvio che sappiamo tutti che le partite si vincono e si perdono, ma gli errori arbitrali non li vogliamo e già da tempo non li accettiamo più per casuali. Quelli di quest’anno forse ci hanno tolto una decina di punti e, in tempo di var, non siamo più disposti ad accettarli come un evento contrario “occasionale”.  A questo Napoli, lo scriviamo a futura memoria, mancano i rigori contro Verona, Atalanta, Roma e Juventus, i gol di Chiesa a Torino e il gol del Sassuolo erano viziati da falli precedenti rispettivamente su Demme e poi su Rahmani.

E questi sono fatti, non certo opinioni.

Andiamo avanti quindi e crediamoci, abbiamo tutti il dovere di farlo. I calciatori, la società e i tifosi facciano tutti la loro parte senza tentennamenti; ai “tifosotti” improvvisati, quelli che il Napoli vince e siamo i più forti e quelli che il Napoli pareggia e siamo più scarsi di una squadra di promozione, chiederemmo di tacere per i prossimi dieci turni. E lo diciamo per loro: potrebbero fare finalmente una bella figura, non la solita.

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