La coerenza è ancora una virtù?

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La deputata Giorgia Meloni (Fonte: https://www.camera.it/)

In tutti i regimi parlamentari democratici c’è la maggioranza e c’è l’opposizione; ed è un bene, perché ciò anima il dibattito politico alla ricerca di soluzioni che – almeno in teoria – dovrebbero contribuire al benessere del paese nella contrapposizione di proposte dalle quali far emergere la migliore. La realtà è, però, profondamente diversa, in quanto molto spesso l’opposizione assume semplicemente il ruolo di “bastian contrario”, ovvero contraddice la maggioranza per principio e non perché le sue proposte siano sbagliate. Facciamo un esempio. Attualmente all’opposizione c’è un solo partito, Fratelli d’Italia, il cui capo è Giorgia Meloni. Il 5 gennaio scorso, si è tenuto un consiglio dei ministri per decidere come fronteggiare l’inarrestabile avanzata della variante Omicron del virus Covid-19. Sul tavolo del governo erano diverse opzioni che, una volta valutate, hanno preso la forma del decreto legge. Qual è stata la reazione di Meloni alle misure proposte in sede governativa? “Il governo ha sbagliato tutto nel contrasto all’epidemia. Concentrare tutte le energie solo sui vaccini è la scelta più facile, ma non la più efficace. E ora ne vediamo i disastrosi risultati: impennata di contagi e di morti”.

Parole che appaiono in netto contrasto con ciò che la stessa Meloni aveva pronunciato non più tardi di un paio di settimane fa quando, intervistata da Bruno Vespa, aveva affermato che “Nel nostro paese la percentuale di vaccinati è alta e i dati epidemiologici non giustificano l’inasprimento delle misure anticovid”. Sembra, invece che i dati epidemiologici (esplosione dei contagi, dei ricoveri e dei decessi) le giustifichino, eccome!

Tutti sappiamo, o dovremmo sapere, che né il nostro governo né quelli degli altri Paesi dell’Unione stanno affrontando quest’emergenza da soli. Negli Stati Uniti, per esempio, è stato incaricato il noto immunologo Anthony Fauci per l’emergenza, fornendo appropriate indicazioni su solide basi scientifiche. Lo stesso avviene nel resto del mondo, e anche in Italia, dove équipe di virologi e i più grandi istituti specializzati sono da più di due anni impegnati a suggerire, man mano che la pandemia avanza, le soluzioni più idonee per fronteggiarla. Mario Draghi è un economista, non si sognerebbe mai, come nemmeno Macron, Scholz e gli altri colleghi europei, di decidere in autonomia le strategie di lotta, che possono mutare con il mutare del virus, ed è quindi alle strutture specialistiche e ai nomi più illustri nel campo medico che egli e gli altri fanno riferimento. E, a dimostrazione del fatto che le scelte del governo sono state fino ad ora le più appropriate, vi è il dato che conferma che fra i Paesi europei l’Italia è quello meno martoriato in quanto a contagiati e decessi.

Se Meloni, per amor di patria, una volta tanto, svestisse i panni della Erinni, che le sono tanto congeniali, sarebbe obbligata a rivolgere le stesse accuse a tutti gli altri Paesi europei, compreso Israele, che ha cominciato a somministrare la quarta dose. Invece, forte del vuoto assoluto che sostiene le sue pluriquotidiane geremiadi antigovernative, e senza uno straccio di virologo, immunologo, di istituto specializzato o di un semplice infermiere, propone le sue soluzioni per risolvere il problema. Una, per esempio, è contenuta in una lettera, indirizzata al Presidente del Consiglio che agli inizi della pandemia era Giuseppe Conte, nella quale proponeva di elargire mille euro subito agli italiani, versandoli sui loro conti correnti, per aiutare chi aveva perso il lavoro. Ciò che non è chiaro è come mille euro (ma quanti italiani indigenti hanno un conto in banca?) avrebbero potuto impedire al virus di dilagare? Cambiato presidente del consiglio, cambiano le proposte. Adesso la strategia della “sorella d’Italia” è quella di “potenziare i mezzi di trasporto, mettere in sicurezza le scuole e i luoghi pubblici con l’aerazione meccanica” e, principalmente, dato il pallino cronico della destra, un ferreo blocco navale, per ricacciare in mare chi si avvicina alle nostre coste (leggi migranti poveri e disperati). Forse la signora non è al corrente del fatto che più mezzi pubblici richiedono più autisti e che in questo periodo si fermano pure i treni per mancanza di personale viaggiante. Secondo lei il Green Pass, il super Green Pass e le vaccinazioni non sono serviti a niente e, dall’alto della sua indiscussa competenza in materia, “non servono in alcun modo a fermare i contagi”. E, a dimostrazione del fatto che la sua presa di posizione è sfacciatamente politica e ideologica, e che la salute degli italiani non pare una priorità, aggiunge: “Adesso, invece di fare il mea culpa e chiedere scusa agli italiani, perseverano [il governo] sulla strada della repressione delle libertà con l’estensione del Green Pass rafforzato, scegliendo di colpire le solite categorie odiate dalla sinistra: ristoratori, palestre e piscine … Invece di rassicurare la popolazione sull’impatto decisamente più blando di Omicron, anche grazie ai vaccini, si continua ad alimentare il clima di terrore dell’emergenza perenne. Che è l’unico collante che può tenere insieme questo guazzabuglio di maggioranza”. Affermare che il governo vari misure per fronteggiare un’epidemia mortale con l’unico scopo di colpire alcune categorie di cittadini connotati politicamente come “odiati dalla sinistra”, innanzitutto non tiene conto del fatto – arcinoto – che Draghi non è uomo di sinistra e, poi, è veramente aberrante e in eclatante malafede sostenere accuse del genere, secondo le quali ristoratori, gestori di palestre e di piscine sono tutti di destra e per questo quindi andrebbero “puniti”.

Non va trascurato un altro aspetto. Nell’Amleto di Shakespeare, nel primo atto, risuona la celebre frase: Frailty, Thy Name is Woman (Fragilità, il tuo nome è donna). Nel caso di Meloni, il grande poeta avrebbe probabilmente scritto: “Incoerenza, il tuo nome è Meloni”. Sì, perché, come riferiva l’Huffington Post, nel 2018 era sempre questa signora che in un comunicato dichiarava che “Sui vaccini bisogna avere l’umiltà di affidarsi alla comunità scientifica. Per questo penso che tornare indietro sarebbe un errore. È un tema che non va affrontato a livello ideologico: lasciamo stabilire a chi ha competenze quali siano i vaccini necessari e obbligatori. I vaccini sono una delle conquiste più importanti della storia della medicina. Le vaccinazioni obbligatorie sono lo strumento che la comunità scientifica ci consiglia per debellare patologie solo apparentemente sconfitte per sempre”.

Non sono trascorsi che poco più di due anni e la leader di FdI ha cambiato radicalmente opinione, quando dice: “L’idea di utilizzare il Green Pass per poter partecipare alla vita sociale, è l’ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana” (ma siamo certi che la parlamentare della Garbatella abbia letto “1984”?) E aggiungeva che “si tratta di una follia anticostituzionale che Fratelli d’Italia respinge con forza”. Nota a margine: Questa dichiarazione contenuta in un tweet è stata nel frattempo cancellata e fatta letteralmente sparire dai profili ufficiali e, in quanto alla follia costituzionale dell’eventuale obbligatorietà dei vaccini, ci chiediamo a quale Costituzione si riferisca, dato che la nostra Costituzione, esplicitamente, all’art. 32 la prevede se stabilita per legge.

Alle farneticazioni contraddittorie del capo dell’opposizione non ha potuto non manifestare la sua indignazione un personaggio che gode di qualche numeretto in più in quanto a competenza scientifica, il professor Burioni che così le risponde: “La battaglia di Giorgia Meloni per garantire al virus la libertà di uccidere, rovinarci la vita, farci chiudere le scuole, distruggere l’economia, non la capisco e non c’entra niente”, aggiungendo poi che “la prima vaccinazione moderna obbligatoria risale al 1939”. Fu in quell’anno che, presidente del consiglio Benito Mussolini, venne resa obbligatoria la vaccinazione antidifterica entro i primi due anni di vita.

Ci piace concludere questa carrellata con un’altra “perla” della protagonista di quest’articolo che, poco tempo fa, alla presentazione del suo libro autobiografico, dichiarò: “Stiamo picconando il nostro stato di diritto. Se devi esibire un certificato per essere liberi vuol dire che non sei libero. Questi sono precedenti che pagheremo. Il Green Pass è una misura inefficace, economicida”. E sull’obbligo vaccinale, prima esaltato, aggiunse, “non è efficace più di tanto, e fai diventare le persone dei figli di un dio minore”, a dimostrazione che non ha mai visto, o non ha capito il capolavoro di Randa Haines, e che parla solo per fare prendere aria ai denti. Povera Italia, se una persona del genere arriva perfino a farci rimpiangere Almirante e Fini, la cui cultura politica e umanistica non era certo paragonabile a quella della nostra cara “sorella”!

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