Porre fine alla violenza contro le donne, ora!

tempo di lettura: 3 minuti
Immagine di https://www.unwomen.org/

Il 25 novembre è dedicato, nel mondo, alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che in questa data invita i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a realizzare attività finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle più devastanti violazioni dei diritti umani. “Colora il mondo di arancione: Porre fine alla violenza contro le donne, ora! è il tema della Giornata della campagna 2021, promossa da UN Women, organizzazione delle Nazioni Unite dedicata all’uguaglianza di genere e all’emancipazione delle donne. Com’è accaduto negli anni precedenti, la “Giornata internazionale” lancerà 16 giorni di attività, caratterizzati dal colore arancione, che si concluderanno il 10 dicembre con la Giornata internazionale dei Diritti Umani.

La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani che si verifica quotidianamente in tutto il mondo: a livello globale, una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale, principalmente perpetrata da mariti attuali o precedenti partner; nell’Unione europea una donna su 10 ha riferito di aver subito molestie informatiche dall’età di 15 anni: ciò includeva l’aver ricevuto e-mail o messaggi SMS sessualmente espliciti indesiderati e/o offensivi o avances offensive e/o inappropriate su siti di social networking; il rischio è più alto tra le giovani donne di età compresa tra 18 e 29 anni.

La citata fonte evidenzia pure come la violenza di genere legata alla scuola rappresenti un grave ostacolo alla scolarizzazione universale e al diritto all’istruzione per le ragazze; infatti, a livello globale, uno studente su tre, di età compresa tra 11 e 15 anni, è stato vittima di bullismo da parte dei propri coetanei a scuola almeno una volta nell’ultimo mese, con ragazze e ragazzi che hanno la medesima probabilità di subire bullismo. Mentre i ragazzi hanno maggiori probabilità di sperimentare il bullismo fisico rispetto alle ragazze, le ragazze hanno maggiori probabilità di sperimentare il bullismo psicologico e riferiscono di essere prese in giro a causa di caratteristiche fisiche più frequentemente rispetto ai ragazzi.

Mentre la violenza domestica e l’abuso sono a volte nascosti al di fuori del contesto familiare, riconoscendo i segni di una relazione abusante, si può essere in grado di offrire aiuto alle vittime; perciò UN Women ha proposto un elenco di comportamenti e atteggiamenti che possono essere considerati come indicatori di situazioni in cui sussiste il rischio di abuso e, contestualmente, ha redatto una serie di suggerimenti pratici su cosa si può fare per soccorrere le vittime di abusi. La lotta contro i femminicidi e le violenze sulle donne non interessa solamente loro, ma deve interessare tutti, uomini compresi; non può essere soltanto una rivendicazione femminile: uccidere o violentare una donna è un’offesa all’umanità.

Le conseguenze fisiche, sessuali e mentali immediate e a lungo termine per le donne e le ragazze abusate possono essere devastanti, compresa la morte; perciò è indispensabile sapere che chi è vittima di violenza può avvalersi di contatti telefonici, App dedicate e apposite strutture. Per esempio, il numero rosa 1522 è un servizio gratuito antiviolenza e anti stalking, che fornisce assistenza e supporto tutti i giorni, 24 ore su 24; è pure possibile chattare attraverso il sito dedicato. In base a una indagine ISTAT, pubblicata il 13 maggio 2020 e riferita al periodo 1° marzo – 16 aprile, durante il lockdown per la pandemia da Covid-19 sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il 73% in più rispetto allo stesso periodo del 2019; le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%). Tale incremento non è necessariamente attribuibile ad accresciuti casi di violenza, ma alle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole. A sostegno delle vittime di abusi è stata realizzata anche una rete di Centri Antiviolenza idonei a indirizzare la persona vittima di violenza verso un percorso di superamento della situazione in cui versa.

Almeno 155 paesi hanno approvato leggi sulla violenza domestica e 140 hanno una legislazione sulle molestie sessuali sul posto di lavoro; ma le sfide rimangono nell’applicazione di queste leggi, limitando l’accesso delle donne e delle ragazze alla sicurezza e alla giustizia. Non si fa ancora abbastanza per prevenire la violenza e, quando si verifica, spesso rimane impunita.

Come ci ricorda UN Women, un altro futuro senza violenza contro le donne è possibile grazie all’istruzione, a efficienti servizi essenziali nei settori della polizia, della giustizia, della salute e del sociale e a sufficienti finanziamenti dedicati ai diritti delle donne.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna su