Diario di un vaccinato rassegnato alla quarta ondata: 26 agosto 2021

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pagina di diario

Capita alle volte di soffermarsi su alcuni modi di dire molto diffusi, per scoprire che il loro uso, spesso quotidiano, è del tutto arbitrario.

Chi, ad esempio, incontrandoti la sera del sabato ti augura una buona domenica, è consapevole che ti lascia scoperto dal lunedì successivo e che da quel momento dovrai vedertela da solo? Ti può quindi succedere di tutto. E se ti succede qualcosa di grave, si sentirà in colpa? Certamente no, perché così si usa disgraziatamente. Serietà vorrebbe invece che chi ti augura una buona domenica fosse poi in grado, la domenica sera o al massimo il lunedì mattina successivo, di augurarti anche un buon lunedì. Se invece il “beneaugurante” non è sicuro di poterti rinnovare di giorno in giorno gli iniziali auguri di buona domenica, dovrebbe avere almeno il buon senso di augurarti ogni bene fino al vostro prossimo incontro, anche se di data incerta. Ma chi lo fa? E mentre per chi sa che l’augurio in fin dei conti è solo un innocuo gesto di buona educazione e quindi lascia cadere la cosa, che effetto potrà avere su una persona superstiziosa? Si sentirà totalmente indifesa, esposta ai peggiori disastri. Sarà tentata il lunedì mattina di non uscire di casa ma non si sentirà sicuro neanche tra le mura domestiche. Il buon senso, che non dovrebbe mancare neanche ai superstiziosi, gli suggerirà allora di telefonare al beneaugurante la mattina del lunedì, di buon’ora, impetrandogli il buon augurio almeno per la giornata del lunedì. Se poi non gli manca neppure la faccia tosta, come succede peraltro alla maggioranza dei superstiziosi (che non esitano a fare pubblicamente i più bizzarri esorcismi), si spingerà a chiederlo per tutta la settimana lavorativa.

La cosa va inoltre commisurata al prestigio personale del “beneaugurante”: se si tratta del portiere o del fruttivendolo all’angolo, l’episodio rientra nella situazione ordinaria, addirittura con un certo margine di dubbio, data la modestia del personaggio che non ti ha prorogato il buon augurio. Ma se a pronunciarlo è una persona autorevole, un magistrato, un uomo di cultura, un professionista affermato, la situazione rischia di precipitare perché le sue parole hanno un’efficacia indiscutibile e non sarà facile chiedergli seduta stante una proroga dell’augurio, né tantomeno raggiungerlo telefonicamente. La disperazione di chi venisse a trovarsi in questa situazione potrebbe addirittura spingerlo al gesto estremo di presentarsi umilmente alla porta del “padreterno” di turno per implorare la proroga dell’augurio. Nessun problema invece se l’augurio viene da un religioso, sacerdote, monaco o suora che sia: il superstizioso non crede solo al malocchio ma anche alla protezione divina ritenendoli entrambi pienamente compatibili, anzi complementari. Il superstizioso non vuol farsi mancare nulla.

Naturalmente le stesse preoccupazioni nascono anche per gli auguri di buon onomastico, di buon compleanno, di buon Natale e, un po’ meno, di buone vacanze perché le vacanze presentano incognite superiori a quelle della vita di tutti i giorni. Tutto sommato rimane accettabile soltanto il Buon Anno Nuovo, che vale per ben 365 giorni e 366 nei bisestili.

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