Diario di un vaccinato in attesa di reazioni avverse: 28 giugno 2021

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pagina di diario

La vita di coppia dei pensionati è ricca di bei momenti in cui domina l’attenzione reciproca. Non mancano però delle pause di relativo isolamento, forse inevitabili per chi convive 24 ore al giorno, salvo rare e momentanee sortite per approvvigionamenti, talvolta pretestuosi. Si crea quindi spesso un’atmosfera di sereno torpore mentale, ai limiti dell’assenza di spirito. Sono sospensioni dell’attenzione che possono mettere a rischio il tranquillo fluire della convivenza. Questo perché il sereno torpore non coglie entrambi i coniugi nello stesso momento. Quindi può darsi che la persona più sveglia e operante (càpita di preferenza, guarda caso, alla moglie) chieda qualcosa a quella al momento mentalmente assente. La cosa può creare seri equivoci ed incidenti.

Se, per esempio, tua moglie ti chiede di rimettere il latte in frigo mentre tu stai vagando beatamente con la mente altrove, succederà che, quando ti chiede se l’hai fatto, tu cada dalle nuvole su cui eri comodamente adagiato e rispondi che, se te lo avesse chiesto, l’avresti fatto ben volentieri. E qui nascono frizioni serie e pericolose perché tua moglie puntualizza che un’operazione elementare come quella di rimettere il latte in frigo può, anzi deve, essere compiuta autonomamente da qualsiasi soggetto interessato all’ordine ma anche alla salute familiare. Ma soprattutto si crea un corto circuito tra due opposte verità poiché, mentre è difficile per tua moglie riconoscere che forse ha solo pensato ciò che voleva chiederti, altrettanto lo è per te riconoscere che non hai sentito. Il gesto di reintrodurre il latte in frigo sarà quindi vissuto come una piccola umiliazione da parte di chi poi vi provvederà.  

Il ripetersi di simili situazioni prima o poi genera sospetti. Il primo è quello che il tuo udito cominci a perdere colpi, così come quello di tua moglie nei rari casi in cui le posizioni si invertono. Più grave è il dubbio che il partner interpellato finga di non sentire (non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire). La cosa però non convince: perché il tuo partner, col quale c’è un’intesa pluridecennale collaudatissima più volte revisionata e con tutti i tagliandi effettuati in piena regola, dovrebbe fingere di non aver sentito? Ma intanto la cosa va avanti, non si capisce più chi ha detto cosa e si dubita addirittura che qualcosa sia stato realmente detto.

Ti coglie allora il sospetto che non si tratti di una questione di udito ma piuttosto delle prime, terribili avvisaglie di una demenza senile che sta girando intorno alla coppia, pronta a trascinarla nel vortice della confusione totale. Ma proprio sull’orlo dell’abisso riprendi coscienza e realizzi che ti eri appisolato sul divano e che quelle paure erano solo la proiezione, in un futuro lontano, di un recente caso di incomprensione. E quando arriva tua moglie con la tazzina di caffè che desideravi, benché fuori orario, ti si affaccia alla mente la famosa battuta di Eduardo che, in “Natale in casa Cupiello”, definisce, a beneficio della moglie, Pupella Maggio, il concetto di telepatia: “La telepatia è quando io non busso e tu apri la porta”. Ecco, nella nostra vita di coppia c’è posto anche per la telepatia: è quando tu desideri il caffè e tua moglie te lo porta prima che tu glielo abbia chiesto.  

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