Diario di un vaccinato in attesa di reazioni avverse: 20 giugno 2021

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pagina di diario

“Grande è la confusione sotto il cielo …”, diceva Mao Zedong; e questa riflessione sembra calzare a pennello alla condizione attuale del nostro Paese. Da un lato, mentre la pandemia agonizza (salvo varianti), il dibattito sui vaccini, mai sopito, si arricchisce di ulteriori ma oziose contrapposizioni: ora riguardano la dose di richiamo.

Mutuando la distinzione da ben più delicati campi di discussione, tipo la fecondazione, si combatte tra sostenitori dell’eterologa e poco convinti difensori dell’omologa. Ma si tratta di un confronto solo apparente. L’argomento coinvolge falangi di esperti, con e senza camice bianco, che cantano tutti insieme ma con voci appena un po’dissonanti, tanto per distinguersi dagli altri. Basta cambiare canale e ti trovi un altro personaggio mai visto prima che ti dice con parole sue ciò che dicono gli altri con parole loro. Tutte le emittenti sguazzano in questo mare magnum che loro stesse agitano ma che in realtà si muove sul nulla perché non ci sono notizie certe sulla vera efficacia e sui veri effetti collaterali di questi richiami.

Fatto sta che il circo mediatico produce solo diffidenza nei confronti di tutti i vaccini con grande sollazzo dei no-vax. Sarebbe interessante verificare, attraverso i tanto abusati sondaggi, di quanto si è accresciuto il numero di chi non si vaccinerà. Sono loro, i no-vax vecchi e nuovi, quelli per i quali ha un senso la seconda parte della massima maoista sulla grande confusione, la quale recita: “… e quindi la situazione è eccellente”.

Ma la “grande confusione” regna anche su altri settori vitali, come la campagna elettorale per le prossime amministrative che sarà il tema dominante della stagione estiva. Quella di Manfredi qui a Napoli sarà una lotta dura e senza quartiere, anzi senza quartieri, perché il nostro candidato ha già escluso di volersi interessare più di tanto dei quartieri Chiaia-Posillipo e Vomero. Si rivolgerà piuttosto alle periferie trascurate da sempre, nelle quali i residenti, deprivati di ogni occasione di incontro e di scambio sociale, trovano l’unico punto di aggregazione nel calcio e nel tifo viscerale per il Napoli. Sarà appassionante vedere come riuscirà Manfredi nei mesi che restano a farli diventare juventini o, in alternativa, a convincerli che scherzava quando si era dichiarato tale. Avesse tifato per la Salernitana o per il Benevento, sarebbe stato già diverso e forse un tradimento a favore dell’Inter o del Milan sarebbe stato meglio tollerato. Ma la Juventus proprio no. Comunque gli elettori più responsabili gli daranno il voto malgrado la tentazione di darlo a Bassolino, che tifa innocuamente per l’Afragolese, si immagina.

Intanto Manfredi si è fatto fotografare in una pizzeria lasciando intendere che la “margherita” gli sta bene. Lo attendiamo adesso alle prove capitali della sfogliatella e del babà. Malgrado il passo falso calcistico i sondaggi lo vedono attualmente in leggero vantaggio, ma intanto prende corpo un interrogativo inquietante: verso quale dei due principali avversari dirigerà il voto la criminalità organizzata? Dilemma di difficile soluzione perché è la prima volta che si troverà a dover scegliere tra due candidati entrambi “togati” sia pure a diverso titolo. Prevarrà l’amore per la scienza o quello per la giustizia? “Ah, saperlo!” avrebbe commentato il compianto Riccardo Pazzaglia.

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