Diario di un vaccinato in attesa di reazioni avverse: 21 maggio 2021

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pagina di diario

La pressione pandemica si va allentando con grande soddisfazione degli “aperturisti”, che non sono turisti in cerca di sempre nuovi aperitivi (precisazione necessaria in un mondo inondato dai neologismi) ma, come ben sappiamo, quelli che non avrebbero mai chiuso un bel niente: quelli per i quali 125.000 deceduti si traducono semplicemente in una riduzione, peraltro sopportabile, della clientela di bar, ristoranti, pizzerie, palestre e piscine, tutti luoghi che gli ultraottantenni, anche vivi, non frequentano con assiduità.

A proposito di ultraottantenni, l’impagabile Antonio Tajani, attuale coordinatore di Forza Italia, in un’intervista resa lo scorso 19 maggio a Radio Capital ha rilanciato la possibile candidatura di Berlusconi alla Presidenza della Repubblica, in termini ovviamente prospettici e, aggiungiamo noi, sempre che sia recuperata la necessaria condizione fisica.

È di questi giorni anche la notizia che la Corte europea per i diritti dell’uomo, cui Berlusconi si era rivolto dopo la nota condanna definitiva per frode fiscale, ha chiesto al nostro Paese di rispondere a ben dieci domande volte ad accertare se quella condanna sia stata conforme alla norme europee che tutelano il diritto di difesa nel processo. Mia moglie ed io ci siamo allora guardati in faccia e ci siamo detti: quali e quante domande dovrebbe rivolgere l’Europa all’Italia ove mai Berlusconi dovesse realmente insediarsi al Colle? Sarebbero tutte dettate dall’incredulità. Come, Berlusconi? Quello che nella sua villa ad Arcore ospitava sotto le mentite spoglie di stalliere un capomafia? Quel Berlusconi amico fraterno di Dell’Utri già condannato in via definitiva a cinque anni di detenzione per concorso esterno in associazione mafiosa e poi in primo grado a 12 anni per la trattativa stato-mafia? Quello che ha massacrato per anni la magistratura con le sue emittenti e le sue testate giornalistiche? Quello delle leggi ad personam per depenalizzare reati e abbreviare termini di prescrizione? Quello rinviato a giudizio per corruzione in atti giudiziari? Quel premier che si impegnava giorno e notte (più di notte) per cercare sbocchi lavorativi a donne giovani e belle in politica o nel burlesque? Quel funambolico oratore che cercò di convincere tutti che Ruby era la nipote di Mubarak? Quel premier che più che interessarsi alla crescita del Paese si dedicava alla ricrescita dei suoi capelli? Quel personaggio è diventato presidente della Repubblica Italiana? L’Italia non potrebbe che rispondere affermativamente: “sì, proprio lui”.

Ma poiché la candidatura proposta da quel buontempone di Tajani è, per fortuna, soltanto un’ipotesi lontana ed incerta, dovremmo essere noi italiani a chiedere all’Europa, già da subito, come ha fatto a nominare presidente del Parlamento Europeo un soggetto così imprudente.

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