Frodi assicurative, un danno per la collettività

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Non passa giorno, anche in questo periodo di pandemia, che non ci capiti di ascoltare le lamentele di qualcuno circa l’esorbitante aumento dei premi assicurativi, specie in Campania, per la responsabilità civile auto (RCA). Perché l’Italia è il paese europeo con i costi assicurativi più alti, con chiaro pregiudizio per gli onesti contribuenti? E che nesso c’è tra aumenti e frodi assicurative? Per orientarci su un problema così scottante, abbiamo intervistato l’avv. Riccardo Vizzino, esperto del settore.

Domanda: Avvocato, concorda sul fatto che le frodi assicurative sono un danno per la collettività?

Risposta: In verità le implicazioni sociali della frode assicurativa sono spesso sottovalutate: si tratta di un business da milioni di euro. Negli ultimi anni, la crisi economica che grava sul nostro Paese ha fatto diventare il fenomeno delle frodi assicurative un vero e proprio “ammortizzatore sociale”, attraverso il quale non poche persone, supportate dall’operato di avvocati, medici, periti e altre professionalità compiacenti, cercano di “guadagnare” un po’ di denaro simulando incidenti stradali, incendi, rapine ed eventi di questo genere. Segno della recessione e della disoccupazione, di questo periodo di estrema difficoltà, si ritiene che questo genere di truffa sia una sorta di rivalsa per il mancato impiego, sia un guadagno “dovuto”, un onere che lo Stato deve pagare per non aver provveduto al benessere di tutti; spesso si è portati a credere che la frode assicurativa sia un reato senza vittime o, nella peggiore delle ipotesi, che le vittime siano “i ricchi”. I costi dei premi assicurativi sono troppo alti anche a causa delle attività speculative, è un circolo vizioso: si froda perché si ritiene elevato il costo dei premi assicurativi, si alzano i costi dei premi assicurativi perché si froda. Il truffatore ritiene di arrecare un danno alla compagnia assicurativa e non alla collettività, eppure per pagare tale frode la compagnia assicurativa attinge da un fondo rischi che tutti gli assicurati rimpinguano pagando le polizze.

D.: La cronaca ci racconta frequentemente fatti costruiti con una creatività tale da farci a volte sorridere, a volte sorprendere, a volte indignare. Tuttavia, questi fenomeni fraudolenti sono un problema culturale e sociale, una manifestazione di malcostume e di mancanza di senso civico sul quale bisogna intervenire; ma come?

R.: La frode assicurativa è come una trama cinematografica in cui si muovono attori (i falsi testimoni) e altri soggetti attivi nella filiera della liquidazione del sinistro, che ricoprono un ruolo per orchestrare azioni illecite a danno delle assicurazioni. Quando si parla di frodi alle assicurazioni, purtroppo, la comune morale è generalmente propensa a “chiudere un occhio” e far passare il costo gonfiato per ottenere un risarcimento come una innocua procedura sociale, una forma di giusto riscatto verso un settore considerato come uno dei poteri forti di cui il cittadino diffida. Eppure la frode assicurativa è una vera e propria truffa attraverso la quale si cerca di estorcere denaro, in maniera fraudolenta, ad una compagnia assicurativa; ma queste truffe hanno un costo che viene ripartito su tutti i cittadini, danneggiando chi vive ogni giorno di sacrifici e lavoro. Comunque, venendo alla risposta alla sua domanda, le istituzioni stanno prendendo sempre più coscienza del problema e si stanno attivando con la costituzione di banche dati, la possibilità di scambio e incrocio di informazioni, sulle quali costruire sofisticati strumenti digitali e operativi per contrastare le frodi. E per continuare, da parte delle compagnie assicurative, a tener fede a quel concetto alla base della gestione della RCA: la mutualità. Infatti la soluzione al problema non può che partire dalla capacità di valutare le cause, il peso sociale ed economico di ingiustificati livelli di incidentalità in alcune aree del nostro Paese; per risolvere il problema servono adeguate norme che favoriscano il monitoraggio delle anomalie legate ai sinistri e il contrasto al proliferare degli attori delle frodi assicurative, tutelando così anche i cittadini virtuosi e l’intera collettività.

D: Di tanto in tanto, su periodici specializzati, appaiono cartine geografiche che, sulla base di analisi, cifre e proiezioni, suddividono le regioni italiane in zone più o meno fraudolente: una piaga sociale, illustrata dai numeri, che non può essere riduttivamente sanata da una parte del mondo politico con interventi legislativi che depenalizzano (col decreto legislativo 28/2015) certi tipi di frodi assicurative, il che non incoraggia certo il ravvedimento di chi froda. Quindi, sul piano operativo lei, avv. Vizzino, cosa propone?

R.: Auspico un intervento del legislatore che faccia un passo indietro e addirittura preveda pene più severe per chi commette determinati reati, al contempo preveda misure atte a deflazionare i tempi di giustizia in materia di risarcimento danni, ma soprattutto riveda le tariffe assicurative del Mezzogiorno soprattutto per i cittadini più virtuosi, che spesso pagano premi altissimi pur non avendo mai provocato sinistri. Anche questa è giustizia. Comunque, il 13 aprile p.v., in occasione di un seminario sulle truffe assicurative proporrò la costituzione di un “Osservatorio per il monitoraggio delle truffe assicurative”.

D.: In cosa consiste questa proposta?

R.: Si tratta di una iniziativa per supportare la gestione ed il contenimento delle frodi assicurative: il costituendo Osservatorio promuoverà i seguenti obiettivi: tracciare un quadro più accurato della situazione delle frodi; trattare questioni relative sia all’offerta sia alla domanda (individuando la ricorrenza di soggetti noti coinvolti in finti sinistri); individuare le tendenze emergenti in una fase precoce; condividere informazioni oggettive sulle migliori prassi per la pianificazione e l’organizzazione di interventi e fornire a chi ha potere decisionale l’evidenza necessaria per la valutazione di strategie ad hoc. Per il perseguimento di questi obiettivi si prevede che, in seno all’Osservatorio, si istituisca un tavolo tecnico permanente di confronto e condivisione con la partecipazione di soggetti impegnati nella lotta alle truffe assicurative (avvocati del settore civile e penale, magistrati, medici legali, accertatori, con invito alle compagnie assicurative ad aderire indicando loro rappresentanti). Ruolo dell’organo sarà quello di raccolta e monitoraggio dei dati; analisi ed interpretazione, reporting e diffusione; valutazione degli aspetti critici; periodiche relazioni. Infine sarebbe auspicabile la creazione di un network nazionale di osservatori regionali, strategico e fondamentale per sviluppare, nel tempo, una corretta lettura e osservazione costante del fenomeno in tutto il Paese. La logica della creazione di una rete si giustifica con l’obiettivo di creare un sistema articolato, composto da sistemi di rango territoriale diversi tra di loro, interdipendenti ed interagenti. Si vuole significare che fenomeni fraudolenti in danno della collettività interessano oggi non solo il mondo assicurativo, in particolare l’assicurazione RCA, ma investono molti altri settori: dalle telecomunicazioni ai trasporti, solo per fare alcuni esempi.

1 commento su “Frodi assicurative, un danno per la collettività”

  1. Amodeo Giovanni

    Buongiorno, esercito la professione di Perito Assicurativo da oltre 30 anni.
    Condivido i contenuti dell’articolo, ed aggiungo che in seno all’osservatorio oltre alle varia figure professionali non debba mancare il Perito Assicurativo ( praticamente quello che per conto delle Compagnie di Assicurazioni, si trova in prima fila e combatte il fenomeno senza alcun aiuto ) .
    ds
    Giovanni Roberto Amodeo

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