Elon Musk: luci e ombre

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Il volante di una Tesla, società di proprietà di Elon Musk

Definito da molti un genio, ha stravolto tre settori chiave dell’economia mondiale e non pensa di arrestare i suoi progetti. Stiamo parlando di Elon Musk da alcuni definito l’imprenditore nonché il magnate del secolo. Il secondo uomo più ricco al mondo deve le sue fortune al fatto di essere innanzitutto il fondatore di Tesla motors, una casa automobilistica che disegna, produce e vende veicoli alimentati esclusivamente ad energia elettrica attraverso batterie, senza l’utilizzo di carburanti. In secondo luogo Musk è il proprietario di Space Exploration Technologies Corporation (SPACE-X), azienda aerospaziale con un progetto che punta alla colonizzazione di Marte, la prima società privata che porta uomini nello spazio come se parlassimo di una gita in montagna. Inoltre, è proprietario di Solar city, azienda fornitrice di energia statunitense, acquistata nel 2016 da Tesla, ovviamente di proprietà di Elon Musk. Infine, come se il resto non bastasse, Musk è il fondatore di Neuralink Corporation, azienda che ha l’obiettivo di mettere in comunicazione il cervello umano con l’intelligenza artificiale. Parlando di Neuralink, Musk l’ha definita il primo passo per il teletrasporto, non a caso l’arcimiliardario sconcertò il mondo quando impiantò nel cervello di un maiale un microchip in grado di trasmettere l’attività cerebrale dell’animale su uno schermo. Musk ovviamente punta al chip per gli uomini, elencandone i benefici nella vita quotidiana degli esseri umani.
Insomma l’imprenditore sudafricano nazionalizzato statunitense in questi anni sta sorprendendo il mondo con le sue iniziative, osannato dagli appassionati di tecnologie e marketing, sembra essere l’uomo che il Pianeta stava aspettando; peccato però che nel caso di Musk il suo obiettivo sia Marte se non l’intero universo, sprecando così l’opportunità di pianificare tecnologie utili per la salvaguardia del nostro Pianeta. Insomma siamo entrati nell’era spaziale e Musk pare essere il primo a volerne beneficiare. Nonostante l’imprenditore nelle ultime settimane abbia perso 25 miliardi di dollari a causa del calo in borsa della sua attività primaria, ovvero Tesla, il suo patrimonio stimato da Forbes pare ammonti a 165 miliardi.
Ovviamente non mancano ombre su un uomo così potente, che sembra avere in mano le redini del futuro. Musk è noto per la sua infelice comunicazione da spaccone sui social. Negli anni tra tweet offensivi e frasi shock avrà perso qualche milione senza neanche farci caso. Negli ultimi mesi Musk si è contraddistinto per le sue affermazioni shock sul Covid-19: ribellandosi alle restrizioni imposte dal governo statunitense, Musk ha più volte sminuito la pericolosità del virus. Lo scorso gennaio l’imprenditore la fece grossa sostenendo che i bambini erano immuni dal virus, il tutto accompagnando le sue teorie con un grafico che mostrava come nessun bambino fosse morto di coronavirus in Italia. Successivamente alcune inchieste di cronisti statunitensi hanno mostrato il volto dell’imprenditore nei confronti dei suoi dipendenti Tesla: il magnate ha provato a rifiutarsi di fornire un piano adeguato per la messa in sicurezza dei suoi dipendenti nei confronti del Covid-19.
Senza andare molto indietro nel tempo, si ricorda che il nome di Elon Musk è comparso in relazione con il colpo di stato in Bolivia. Ma come si collega il miliardario statunitense alla Bolivia? Semplice, le automobili elettriche progettate da Musk hanno bisogno del litio per le batterie e la Bolivia produce il 60% del litio mondiale. A proposito del colpo di stato del 2019, subito dopo il crollo del partito di Morales, Elon Musk tweettò: “noi rovesciamo chiunque vogliamo, fattene una ragione”, rispondendo ad un commento/accusa fatto proprio da un internauta. Non a caso Evo Morales, qualche settimana prima di perdere il potere, aveva allertato i media mondiali, esprimendo la sua preoccupazione in seguito all’esclusione degli Stati Uniti dal progetto di industrializzazione del litio e al conseguente nuovo patto stretto con Cina e Germania. D’altronde l’imprenditore, durante il governo della golpista Áñez, aveva stretto contatti con Jair Bolsonaro per esportare il suo nuovo prodotto direttamente in Brasile, ovviamente il tutto con il pieno appoggio della presidentessa boliviana. Indicativo è stato il fatto che il giorno prima del golpe in Bolivia le azioni di Tesla siano schizzate alle stelle sul mercato. Un chiaro esempio di quanto oggi i governi siano sempre più alla mercè dei grandi miliardari, in grado di decidere sull’agenda politica interna ma anche estera dei paesi. Intanto il Presidente indonesiano ha aperto le porte alla Tesla, candidando l’isola di Biak come sede di lancio dei missili di Space-X nello spazio. In questi giorni i cittadini stanno protestando per fermare questa svendita da parte del proprio Presidente, che potrebbe causare danni ambientali irreversibili. Insomma il “genio” di Elon Musk, più che puntare a nuovi Pianeti, sarebbe più apprezzato se orientasse i propri progetti verso la Terra, magari senza interferire nelle politiche dei singoli Stati.

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