Giappone: si sperimenta “il ministro della solitudine”

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Hikikomori. Una sola parola per descrivere i problemi di solitudine, tristezza e insofferenza. I giapponesi conoscono bene questo termine perché lì la solitudine viene affrontata come un vero problema mentale da non sottovalutare; nell’ultimo anno però questa tendenza della popolazione è aumentata esponenzialmente e così il governo ha pensato bene di nominare un “ministro della solitudine”. Così il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha nominato Tetsushi Sakamoto come ministro della solitudine. La pandemia, le restrizioni, la perdita del lavoro e i problemi economici hanno gettato i giapponesi nel caos tanto da rilevare come ad ottobre scorso il numero di suicidi ha superato quello di tutti i decessi per Covid dall’inizio della pandemia.

Cadere in povertà o perdere il lavoro è una batosta per chiunque, ma per i giapponesi questo va oltre lo smacco, la cultura locale è rigida e dinamiche simili indeboliscono l’immagine delle persone che in molti casi preferiscono togliersi la vita piuttosto che subire l’onta di sciagure simili. La pandemia ha portato una vera e propria crisi mentale diffusa su tutto il territorio, i numeri sono agghiaccianti: poco più di 20.000 persone si sono suicidate in Giappone nel 2020, 750 in più rispetto al 2019. Una vera catastrofe che non smette di mietere vittime oltre alla già nota pandemia. Sakamoto ha dichiarato che la solitudine e i tassi alti di suicidi non sono purtroppo una novità in Giappone; come primo passo per fronteggiare il problema a fine febbraio inizieranno dei veri e propri corsi per analizzare la questione, sviscerarla e combattere così la solitudine.

Anche il calo nel tasso di natalità non sorprende; i giornali locali parlano di una popolazione al collasso psicologicamente. Secondo molti esperti che scrivono su The Japan Times, i livelli di consumismo estremi e la tecnologia sempre più spersonalizzante hanno portato i giapponesi a non comunicare più sentendosi spaesati in un mondo nuovo e apatico. Se, da una parte, il Giappone ci appare un Paese all’avanguardia, dall’altra parte corre verso la totale tecnologizzazione della società abbandonando quelle tradizioni e quei rituali che hanno sempre donato fascino al mondo nipponico. Non a caso fece scalpore la bizzarra notizia della creazione delle bambole sessuali elettroniche; una di quelle “creazioni” in grado di incrementare la solitudine, diminuendo così i rapporti sessuali tra esseri umani.

Ritornando alla solitudine e ai suicidi, sono proprio le donne ad esserne maggiormente colpite, ad ottobre il numero di donne che si sono suicidate è aumentato dell’83% rispetto al triste trend “normale”. Ma purtroppo neanche questo sorprende poiché il Giappone da anni fa i conti con un forte sessismo sociale. Recentemente hanno fatto scalpore i commenti sessisti dell’ex primo ministro Yoshiro Mori; il tutto è banalmente rientrato con una nomina: la pattinatrice Seiko Hashimoto è stata nominata giovedì scorso nuova Presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo. Solo poche settimane fa i vertici del governo giapponese hanno dato il via libera alle donne che potranno partecipare così alle riunioni di partito in precedenza appannaggio dei soli uomini. Ma le deputate ammesse possono presenziare agli incontri senza proferir parola. È a dir poco paradossale per un Paese che sulla carta consideriamo come uno dei più sviluppati e civili al mondo. La geisha in Giappone così continua ad esistere, mentre il governo fa mostra di un volto umano per contrastare i crescenti suicidi.

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