Diario di un “sorvegliato speciale”: 2 febbraio 2021

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La questione vaccini si va complicando giorno dopo giorno. Ormai molti dubitano che saranno vaccinati da vivi. Gli ultraottantenni, preoccupati, si vanno organizzando in comitati “Sivax” e minacciano manifestazioni di piazza con corteo fino alla sede ASL più vicina: tempo previsto 8 ore dalla partenza, con colazioni a sacco e mascherine.

Chi, come noi, il vaccino non lo vede neppure all’orizzonte si rivolge ai farmaci che possono sottrarci alle sofferenze ed, eventualmente, a una prematura dipartita, sotto l’età media nazionale. Mia moglie ed io, in quanto persone moderate e comunque già soggette a robuste somministrazioni quotidiane di medicinali (maledetta comorbilità!), ci eravamo tenuti un po’ fuori dalla ridda infernale di suggerimenti terapeutici, che arrivano da tutte le parti. Qualcuno dice di tenere in casa l’azitromicina da utilizzare al primo colpo di tosse (secca, per carità: quella grassa non è covid) o addirittura da poggiare sul comodino perché terrebbe lontano il maligno (e chi più maligno del virus?) L’altro giorno abbiamo avuto notizia che Teresa consigliava di assumere una compressa di lactoferrina al giorno. Ci siamo chiesti cosa fosse questa lactoferrina, ma soprattutto chi fosse Teresa.

Una volta deciso di accondiscendere a qualche consiglio, nasce il problema della prescrizione medica. Si telefona al medico di base ma quasi sempre o non è ancora rientrato alla base e quindi bisogna riprovare più volte. Se non riesci, vai in farmacia chiedendo che ti diano i farmaci in sospeso. Quando non c’era la pandemia andare in farmacia, a parte la tristezza della cosa in sé, non era poi tanto male: avevo un’intesa cordiale (nulla a che vedere con l’Entente Cordiale del 1904 tra Francia e Regno Unito) col giovane farmacista col quale ci scambiavamo qualche battuta, anche salace: ci si inventava qualche farmaco inesistente ma allusivo come, ad esempio, il “Sinalatrin”. Se glielo chiedevo, lui prontamente mi rispondeva “compresse o supposte effervescenti?” e si andava avanti così. Una volta gli chiesi una pomata efficace per un’infezione ai testicoli che non fosse il solito palliativo. Bei tempi. Oggi la cosa si è molto raffreddata, ci divide una barriera trasparente: al massimo sono arrivato a chiedergli “Plexiglass” compresse.

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