Diario di un “sorvegliato speciale”: 24 gennaio 2020

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I giorni 18 e 19 gennaio sono stati interamente dedicati alla fiducia chiesta dal governo Conte dopo la defezione di Italia Viva. Abbiamo rinviato tutti i nostri impegni (?) e ci siamo piazzati davanti alla TV e lì ci siamo sciroppati pazientemente tutti gli interventi sia alla Camera che al Senato sperando di ascoltare qualcosa di “alto”. Ma inutilmente. Non che ci attendessimo chissà quale pregnanza ma almeno qualche ragionamento che, vista l’eccezionalità delle circostanze mondiali e nazionali, uscisse dal binario dell’ordinario confronto dialettico o meglio dialettale a giudicare dalle inflessioni toscane, brianzole, campane ecc. Gli stessi discorsi di Conte si sono mantenuti in un territorio a metà strada tra l’elencazione e l’autoelogio, mentre gli interventi della destra hanno brillato solo per la violenza verbale e l’infondatezza di quasi tutti gli insulti scaricati a valanga sul Governo in una nobile gara col transfuga di Rignano. A proposito, ma a Rignano sull’Arno sono tutti così? Sicuramente lo sono per la strana pronuncia della lingua inglese. Pare che nel paese ci sia stato qualche tempo fa un insegnante di origini puteolane, da cui l’ormai celebre “bicheuse”.

A proposito degli insulti mia moglie ed io ci siamo sforzati di trovare qualche aggettivo non ancora requisito dalle destre, che da anni spaziano incontrastati tra il “vergognoso”, lo “squallido”, il “disgustoso”: resterebbero ancora liberi “lurido”, “sozzo” e “laido”. Se la sinistra ci facesse un pensierino prima che la destra si appropri anche di questi ultimi insulti non sarebbe cosa sbagliata, visto che “fascista” è considerato dai suoi esponenti un complimento.

Per fortuna, di tanto in tanto, le presidenze sospendevano la seduta per consentire la sanificazione dei locali, obiettivo illusorio perché bisognerebbe piuttosto sanificare buona parte dei parlamentari. E meglio avrebbe fatto il presidente Fico a disporne una straordinaria subito dopo l’intervento della Meloni per disperdere gli effluvi ittici traboccanti dalla sua “aringa” accusatoria. E forse una sanificazione particolare avrebbe meritato il discorso naturalistico del senatore Cioffi ed anche lo stesso senatore Cioffi in persona, giusto per riportarlo alla realtà e alle sue miserie. La sola senatrice De Petris, di LEU, ha toccato corde degne di attenzione e di profondo rispetto. La drammatica riammissione al voto dei senatori Nencini e Ciampolillo ha invece aperto un buco nei regolamenti parlamentari: occorrerà modificarli aggiungendo alle risposte canoniche che si danno alla “chiama”, e cioè “Si”, “No”, “Assente” e “Astenuto”, anche la risposta “È al cesso”.

Vedremo che piega prenderanno gli sviluppi di questa crisi, pilotata da Renzi direttamente sugli scogli. Degna di nota è stata poi la visita di Salvini, Meloni e Tajani al Presidente Mattarella che li ha fatti entrare e dopo un’oretta li ha fatti uscire. Sarebbe stato interessante conoscere cosa e con quale tono i segretari di Lega e Fratelli d’Italia abbiano avanzato le loro proposte al capo dello Stato il quale, secondo indiscrezioni, pare abbia detto solo “Prego” a loro ingresso, astenendosi dal dire “Arrivederci” quando se ne sono andati.  

Ma i giorni successivi ci hanno riservato un inatteso diversivo: la proposta geniale della Moratti di vaccinare, in ultima analisi, solo chi produce, mentre chi si limita a consumare può beccarsi il Covid senza incidere sul Pil anzi sollevando lo Stato dal pagamento di un bel po’ di pensioni. Gallera starà ghignando da qualche parte! Pare inoltre che la nuova assessora alla Sanità lombarda (nonché tutrice del povero Fontana, ormai in stato confusionale) stia meditando sull’opportunità di riservare le sale di rianimazione agli imprenditori, gli unici che possono assicurare un posto di lavoro a chi sopravvivrà alla pandemia. Sempreché, beninteso, lo Stato elargisca i dovuti incentivi.

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