Diario di un “segregato”: 6 aprile 2020

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Foto Archivio Mottola

La cosa sembra andare per le lunghe. Nessuno crede più di uscire a riveder le stelle prima della fine di aprile. L’intimazione “Restate a casa” rischia di trasformarsi verosimilmente nella condanna “L’estate a casa”. Occorre quindi attrezzarsi per andare avanti facendo affidamento sulla nostra creatività e senza scoraggiarsi guardando a una prospettiva che, salvo conclusioni ancora più tragiche, ci vedrà tutti defungere o “per il virus” o “con il virus”. Ho chiesto a mia moglie quale delle due alternative, potendo scegliere, preferirebbe e lei mi ha rimandato “affanculo”. Le reazioni di mia moglie sono sempre e comunque filtrate dalla sua innata compostezza e quindi digeribili.

E intanto il tempo passa decentemente ma, entro i limiti consentiti da un approvvigionamento piuttosto avventuroso dei beni di prima necessità (cosa per la quale circolano in casa solo beni di seconda o terza necessità come salmone affumicato, paté di olive o carciofini sott’olio), dalla nostra cucina escono quasi quotidianamente manicaretti squisiti spesso imprevedibili. Per quanto ispirata in cucina, mia moglie ha però un rapporto conflittuale con il forno. Spesso si scontrano con esiti, diciamo, approssimativi. Naturalmente io parteggio per mia moglie (se stiamo insieme ci sarà un perché, come cantava Cocciante). Nel clima autarchico che stiamo vivendo è però fiorito un vero miracolo: le pagnotte che potete ammirare nella foto di apertura. Pensate, sono anche ottime al palato, giuste di sale e cotte alla perfezione. Si vede che l’emergenza ha indotto mia moglie e il forno ad una tregua che spero duri almeno fino al casatiello e alla pastiera, che sono in cantiere e che, peraltro, sono venuti sempre bene anche nella felice stagione pre-virus, forse per la pacificazione elargita dalla Santa Pasqua. Sarebbe ben grave se dovessero deluderci. Quando sei isolato, non puoi neppure contare sul “casatiello” che ti può venire dal parentado, dove abitualmente se ne annidano parecchi anche fuori stagione.

Quanto a ciò che succede fuori dalle mura, dispiace apprendere che Boris Johnson è stato ricoverato: il coronavirus va ben oltre i nostri auspici, che si sarebbero accontentati di una esemplare quarantena. Gli effetti di questo strano virus non finiscono di sorprendere: negli USA, ad esempio, hanno condannato a muoversi sotto scorta Anthony Fauci, immunologo della task force governativa per la lotta al Covid-19 e tra i primi ad occuparsi dell’Aids, colpevole di essersi grattato la fronte mentre ascoltava le amenità che Trump andava raccontando agli americani sul Covid-19 nel corso di una conferenza stampa. Le minacce vengono dalla destra estrema che lo considera parte del complotto ordito dai democratici per abbattere l’attuale governo. Ma sospettare l’avversario politico di oscure manovre è la cosa più semplice del mondo: i democratici potrebbero serenamente sostenere che l’approccio “liberal” di Trump al coronavirus era dovuto alla speranza che colpisse più duramente le grandi città di tradizione democratica come New York e Los Angeles. Se complotto ci fosse contro Trump, ci auguriamo che riesca quanto prima e che gli USA trovino un presidente che non neghi il riscaldamento del pianeta e lo scioglimento dei ghiacciai, che non sottovaluti i virus prossimi venturi, che non abbia interessi imprenditoriali nei paesi a cui finge di mostrare i muscoli.

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