Diario di un “segregato”: 28 marzo 2020

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Si va avanti senza problemi né materiali né psichici, almeno all’apparenza. Anzi qualche sera fa uno psichiatra del Cotugno, intervistato nel TG Regione, ha suggerito a noi reclusi, tra le altre pratiche utili a combattere l’isolamento, anche quella di cominciare a scrivere un diario. E quindi ho appreso con straordinaria soddisfazione che, senza saperlo, avevo intrapreso un percorso di “autodecontaminazione psichica”. Magnifico. Ne vedremo gli effetti nel medio e, non sia mai, nel lungo periodo.

Qualche cruccio ci viene dall’osservare come, pur nel clima catastrofico che avvolge il pianeta, i comportamenti della “destra” rispetto al coronavirus confermino la sua attuale ed assoluta pochezza un po’ dappertutto. Il gestaccio dell’ombrello esibito da Bolsonaro, presidente del Brasile e deforestatore dell’Amazzonia, a commento della sua negatività al tampone, ne è un esempio eloquente. Ma l’atteggiamento disinvolto e inqualificabile con il quale Donald Trump e Boris Johnson hanno dichiarato di voler affrontare l’epidemia senza contrastarla ed invitando i sudditi (sì, i sudditi) a rassegnarsi alla perdita di un bel po’ di parenti anziani, è anche peggiore.

Trump avrà forse pensato che, se è vero che i posti di terapia intensiva negli USA sono mediamente pochi, è pur vero che l’America è ricca di praterie sconfinate dove si può tranquillamente fare terapia estensiva. Poi gli avranno spiegato, con l’aiuto di qualche disegnino, che le praterie non si prestano e in quattro e quattr’otto ha fatto una bella marcia indietro collezionando l’ennesima brutta figura.

Per Johnson rimane addirittura il sospetto che abbia scelto la linea dell’indifferenza al coronavirus semplicemente per invidia di Trump. Mentre infatti il presidente USA vive alla Casa Bianca, il povero Johnson si arrangia da qualche mese in quel buco al numero 10 di Downing Street, sede da qualche secolo del governo britannico. Quale migliore occasione, per tentare di trasferirsi in una sede finalmente competitiva, di quella offertagli dal coronavirus visto che ce l’ha con gli anziani? Lasciando libero di circolare il virus (guarda caso Corona!) forse avrà sperato che una rapida decimazione dei Reali gli avrebbe liberato Buckingham Palace, dove il suo ego, sconfinato almeno quanto quello di Trump, avrebbe finalmente trovato idonea sistemazione. Anche lui ha dovuto cambiare strategia. Pare che comunque sia riuscito a beccare il principe Carlo. Sua Maestà la Regina se la caverà anche questa volta: il virus non attacca i monumenti.

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