Gente di Catalogna e Democrazia  di Marcello Gianferotti°  (Pubbl. 30/10/2017)

Lettera alla redazione dalla Catalogna

In questi giorni si è detto di tutto e si è letto di tutto.  Tutti hanno letto e tutti hanno sentenziato. Ebbene, vorrei affrontare l’argomento in una prospettiva diversa. Non mi schiero né con i nazionalisti né con gli indipendentisti, ma con gli uomini liberi che vorrebbero un mondo senza frontiere, che vorrebbero avere l’opportunità di scegliere il proprio destino, liberamente, in pace e democraticamente. Quanto accaduto in Spagna ed in Catalogna apre un interrogativo importante: esiste nel mondo moderno un'unica indiscutibile interpretazione di democrazia? In questi giorni mi ha colpito il commento di un ragazzo (un portavoce dei Cuidadanos, un partito politico molto presente in Catalogna e sicuramente schierato dalla parte dei nazionalisti) che ha detto: “secondo il mio ed il nostro vocabolario la democrazia si applica quando una maggioranza decide e la minoranza obbedisce”. Ebbene no! Secondo me non è così. La questione catalana, sbagliata dall'inizio e mal gestita, dimostra quanto sia labile e mal interpretato il concetto di democrazia dalle giovani generazioni. Altolà! Non che io sia vecchio, ma un po’ di mondo l'ho visto e, se avessi i capelli, forse ne avrei qualcuno bianco. Perché la penso così?  Perché credo esista un grosso problema di democrazia in Spagna come nel resto del mondo moderno e che sia assolutamente sottovalutato. Un governo viene eletto grazie a una maggioranza. Quindi, ha come primo dovere il compito di governare, ma tale dovere non può non coincidere con la tutela, e ripeto tutela, delle minoranze. L'avere la maggioranza NON dà mai il diritto di governare senza tenere conto delle minoranze e senza proteggerle. Le maggioranze del resto sono già protette per il fatto di essere maggioranza. In Spagna è stato sbagliato il referendum, è stata sbagliata la repressione violenta del primo ottobre da parte del Governo, è sbagliato il muro nel dialogo Spagna-Catalogna, ma non è sbagliato da ora, lo è da anni di menefreghismo, d'imposizione ecc. La sola cosa certa è che in Spagna esiste una minoranza che manifesta un disagio, che ha un problema. Ed il compito di un Governo saggio dovrebbe essere quello di ascoltare e, nei limiti del possibile, fare di tutto per venire incontro a quella minoranza. Per decenni nessuno ha fatto nulla ed oggi si paga l'errore di tanti anni, non semplicemente gli errori di entrambe le parti dal primo ottobre ad oggi. Ci troviamo di fronte a due leader che, per l'affermazione della loro "idea", hanno completamente trascurato le minoranze: Rajoy ha umiliato la minoranza catalana, Piugdemont, al suo stesso interno, ha trascurato la minoranza (e neanche tanto) nazionalista catalana. Il risultato? una Catalogna spaccata, lacerata; famiglie divise al loro interno; diversità d'opinione che prima venivano risolte al bar di fronte ad una birra oggi generano nemici; Barcellona, una città piena di gente ridente e cordiale, oggi è triste, arrabbiata, umiliata, rancorosa. Se il risultato dell'applicazione delle regole democratiche è questo, credo che il concetto di democrazia sia profondamente inquietante e che al mondo moderno non farebbe male una riflessione onesta sul modo d’agire di chi crede d'essere sempre nel giusto e d'avere il diritto d'imporre questa giustizia ad ogni costo. Vivere in democrazia non vuol dire affermare semplicemente le idee delle maggioranze e pretenderne l'obbedienza; vuol dire governare un popolo, maggioranze e minoranze incluse, ed ascoltare i disagi di tutti anche quelli scomodi o complicati. Esautorare un governo eletto democraticamente perché ciò che fa non piace al governo centrale senza neanche tentare di ricucire lo strappo, questa non è vera democrazia, è il risultato della non applicazione di democrazia vera per anni. I più grandi cambiamenti nel mondo sono stati fatti da uomini che, alle volte, sono andati contro la legalità. Si pensi agli antifascisti al tempo del fascismo (erano illegali); vedi Nelson Mandela, andava contro legge; vedi Solidarnosc ecc. 

La legalità non è altro che un insieme di leggi fatte da uomini certi d’essere nel giusto per disciplinare la vita civile, ma siamo sicuri che legalità corrisponda sempre a giustizia? Siamo certi che Giustizia e Legalità coincidano sempre?

La Catalogna non può far altro che rimanere spagnola, ma ha il diritto d'essere ascoltata e aiutata. O che almeno che ci si provi. Hablando, solamente hablando.

*Saggista, vive a Barcellona

Commento di Tina Russo

Per poter rispondere alla tua domanda è utile ricordare il pregevole ed eroico sforzo di filosofi, giuristi, politici e di tutte quante le persone che per la giustizia e la democrazia hanno anche perso la propria vita. Se a volte l'orizzonte del futuro ci sembra impervio e lo sconforto prende il sopravvento è anche perché abbassiamo lo sguardo sul passato, dimenticando tutte le battaglie intraprese e che ancora si devono e si dovranno combattere in nome della giustizia e della eguaglianza. La democrazia non è mai una partita finita e se siamo stanchi e sfiduciati, è perché avvertiamo con disagio un deficit di partecipazione alle decisioni. E’ questo ceto politico che va incalzato affinché da posizioni oligarchiche torni ad essere il principale sostenitore della democrazia. A volte in una vera democrazia come dice Isaia Berlin bisogna avere il coraggio non di scegliere tra un bene e un male, ma spesso tra un bene e un bene. Gli striscioni della manifestazione di ieri riportavano una frase indicativa "Orgoglioso di essere catalano, onorato di essere spagnolo" una frase che apre la strada a una soluzione, ma solo un buon politico sarà capace di eliminare i pregiudizi legati all'orgoglio e aggiungere un po’ di amore all'onore. Tina Russo

Commento di Marcello Gianferotti

Splendido e quantomai realistico il commento di Tina Russo. Qua hanno spaccato un paese. Hanno infranto la serenità di famiglie pacifiche e felici. Tutto questo per il solo puntiglio d'affermare se stessi. Nessuno retrocede. Nessuno sente una mano. Il popolo urla. Chiede d'essere ascoltato. Da una parte e dall'altra. La cosa assurda è che le due fazioni convivono ogni giorno pacificamente. Si parlano tra loro. Ma allora la politica perché deve essere tanto sorda!? Tanto individualista!? L'evoluzione ultima è stata la defenestrazione di Puigdemont e del suo governo. Ebbene Puigdemont NON riconosce la decisione del Governo di Madrid in quanto intervenuta quando già era stata dichiarata la Repubblica. E ora? Che succede? Si usa la Forza? Se il metodo per risolvere un problema è fare muro contro muro allora siamo alla follia. La storia e la saggezza insegnano che spesso a tendere una mano e fare un passo indietro debba essere il più forte, colui che ha la ragione dalla sua. Staremo a vedere. La sola cosa certa è che sono riusciti a togliere il sorriso dal volto di una delle città più belle e felici del mondo. Marcello Gianferotti

Commento di Saverio Castellone

Sono assolutamente convinto che legalità, sovente, non vuol dire giustizia. Per questo quando si organizzano convegni sulla legalità li evito. Che vuoi che se ne faccia della legalità un ragazzo di vita che va a casa e vive condizioni di povertà economica ma anche morale all'interno della sua famiglia.... Ma parliamo della Catalogna. Essa è il paradigma delle contraddizioni delle maggioranze: il fascismo,acclamato dalla maggior parte del popolo, ne è stato un esempio! E quando qualche politico nostrano afferma che questo governo non ha la maggioranza nel Paese dovrebbe stare attento perché porta il popolo alla deriva. Non che a me piaccia l'attuale maggioranza parlamentare in Italia. Ma vorrei dire a questi demagoghi: "I governi della cd prima Repubblica come si formavano. Era forse il popolo a decidere? O le maggioranze in Parlamento col sistema proporzionale?". Eppure questi leader fanno capo al Partito Popolare Europeo, cioè ai democristiani ovvero a quel Partito che ha governato sempre con le maggioranze relative, a parte De Gasperi. La Catalogna sarà una bella gatta da pelare per la Spagna e l'Europa. Ma le Istituzioni europee, anch'esse, non sono state in grado di interagire tra il governo di Madrid ed il Parlamento di Barcellona: il nostro è il tempo di piccoli "uomini" che hanno bisogno delle piazze!