I grandi assenti a Dimaro di Gianni La Camera (Pubbl. 31/07/2018)

Veniamo da tre giorni a Dimaro e abbiamo vissuto in una atmosfera che ha dell’incredibile. Appena arrivati ci rendiamo subito conto che il paesino, sì perché di questo si tratta, è completamente invaso da tifosi del Napoli. Parliamo di tifosi del Napoli e non di napoletani perché, e ce ne siamo meravigliati non poco, abbiamo incontrato tifosi provenienti da tutte le parti di Italia. Certo, napoletani “trapiantati” al nord ma anche persone originarie di altre regioni, con figli e nipoti tutti tifosi degli azzurri. Quindi famiglie intere con mogli e mamme forse più appassionate di mariti e figli. L’atmosfera, anche sugli spalti, è gioiosa, spensierata, serena, allegra, distesa. Lontana anni luce dalle contestazioni che ancora in questi giorni si perpetuano in città e sui social. La sera, sempre con tanta tranquillità, li ritrovi tutti nella Piazza Madonna della Pace dove c’è il teatro, da dove ogni sera una delle nostre TV locali manda in onda la sua trasmissione e dove, all’aperto, un’altra TV locale fa in modo che i tifosi possano dire la propria. Ce ne andiamo soddisfatti ma ci rendiamo conto che, a pensarci bene, qualcuno è assente. Degli “ultras” neanche l’ombra. Perché? Beh, Dimaro è un piccolo paese ordinato e pulito. Lì si parcheggia negli appositi stalli, si attraversa sulle strisce pedonali, si conservano le carte da gettare in attesa di trovare un cestino. I tifosi in realtà si spostano con le famiglie probabilmente unendo l’esigenza delle ferie con la passione per la squadra del cuore. Che ci farebbero a Dimaro gli ultras? Loro sono abituati ad incitare la squadra, in casa e fuori, con un’energia che, in questa parte del Trentino, non avrebbe senso. Durante gli allenamenti della squadra abbiamo sentito solo risate e applausi. Nulla più. E allora “loro” non vengono. Probabilmente, per una volta, si troverebbero nella situazione di non poter “governare” il tifo, di non poter “comandare” cori contro questa o quella squadra, di non poter, muovendosi in gruppo, entrare in un bar gridando e pretendendo servizi a prescindere. A Dimaro bisogna soggiornare in case, alberghi e b&b che poco sopporterebbero schiamazzi gratuiti. Quindi niente ultras, loro sono a Napoli a stendere striscioni contro il Presidente “buffone e pappone” che non ha comprato (ancora) Cavani. Un Presidente che secondo tanti non ha alcun merito. Una contestazione continua che non ha uguali in nessun’altra tifoseria. Un accanimento che, se hai un minimo di onestà intellettuale, non si può non giudicare sproporzionato. Forse un giorno capiremo il perché di questo infierire contro qualunque scelta societaria. Possibile che ADL non ne abbia indovinato mai una? Un gruppo di persone si riunisce spontaneamente e si mette a realizzare striscioni lunghi decine di metri e li va a distribuire in città? A fine luglio? Ma saranno finanziati? E da chi? E con quale obiettivo? Forse non lo sapremo mai ma speriamo che la smettano.

commenti sul blog forniti da Disqus