Vergogna Atalanta di Gianni La Camera (Pubbl. 26/02/2018)

La partita Juventus Atalanta, valevole per la 26esima giornata di campionato non si è giocata per neve. E menomale! Chiariamo subito eventuali dubbi sulla volontà o meno di disputarla da parte della società bianconera. Lo stadio era stato coperto con i teloni che però, per motivi tecnici, vedi le prove di funzionamento della line technology, dovrebbero essere tolti almeno due ore prima della gara. Nel caso della partita in questione sono stati tolti, probabilmente con l’avallo dell’arbitro, un’ora e mezza prima del previsto calcio d’inizio. La partita poteva essere spostata di mezz’ora o un’ora ma non alle 20,45 per i problemi legati alla logistica, alla viabilità e agli orari di tutto il personale, interno e esterno, compreso le forze dell’ordine, che era stato impegnato. Detto ciò crediamo che per la Juve sia stata una delusione non poter scendere in campo perché la notizia della formazione ufficiale dei bergamaschi era già arrivata. E se è vero, come è vero, che i secondi in classifica lamentano qualche infortunato di troppo, l’occasione di giocarsela contro una squadra che di fatto aveva rinunciato alla competizione, sarebbe stata abbastanza ghiotta. Ma come può l’ottava forza del campionato, praticamente in lotta per la conquista di un posto nell’Europa League dell’anno prossimo, schierare solo due undicesimi della propria formazione tipo? E’ una vergogna che non si giustifica neanche considerando il prossimo impegno degli stessi atalantini che pure devono giocarsi la Coppa Italia contro la stessa antagonista di oggi. Avremmo capito l’avvicendamento di quattro o cinque titolari ma nove no! Nove cambi offendono ma anche danneggiano in ordine: i propri tifosi, la regolarità del campionato, gli scommettitori, i tifosi delle squadre dirette antagoniste della Juve, i paganti presenti allo Juventus Stadium. Ma ciò che ci sentiamo di dire con grande amarezza, offendono la nostra intelligenza. Non dovrebbe essere consentito. Il Codice di diritto calcistico prevede o no che si ha l’obbligo di schierare in campo le proprie squadre nella migliore formazione consentita dalla loro situazione tecnica? E il codice morale? Non esiste neanche quello? Certo, ciò che manca certamente è il pudore.Il pudore di chi ci impone “certe” scelte, di chi dovrebbe vigilare sulla regolarità del campionato italiano di serie A, e di chi, giornalisti, opinionisti, addetti ai lavori, non condanna comportamenti ai limiti dell’illecito.