Il Napoli formato Europa di Aurelio De Laurentiis di Salvatore Lentino (Pubbl. 19/05/2016)

E’ terminata di fatto la stagione sportiva 2015/2016 e il Napoli ha chiuso al secondo posto, chi alla vigilia non ci avrebbe messo la firma, eppure a qualcuno ha fatto storcere un po’ il naso. In molti, dopo il primato ottenuto a metà stagione, con il 5 a 1 di Frosinone che ha reso il Napoli campione d’inverno dopo 25 anni, avevano sperato che gli azzurri potessero agguantare il terzo scudetto, ma una Juve stratosferica è riuscita a strappare agli uomini di Sarri il primato. Il bilancio comunque non può che essere positivo, anche considerando il record di punti, mai nella storia del Napoli si era arrivati a quota 82, e per quello strepitoso di Higuain, che con 36 reti ha superato dopo 66 anni Nordhal, fermo a quota 35. Insomma, una stagione da incorniciare, ma come al solito si è alla ricerca di un cavillo per poter dire “si poteva fare meglio”. Dall’inesperienza di Sarri, ai favori arbitrali ricevuti dalla Juve, la squalifica di 4 giornate ad Higuain, il mancato turnover, ma più di tutti l’inefficiente mercato invernale. Come succede ogni anno, ci si ritrova sempre ad affrontare lo slogan che vede Aurelio De Laurentiis colpevole di un fallimento. A lui si attribuiscono mancate vittorie e pseudo carenze in rosa. Eppure il Napoli è l’unica squadra italiana che fino alla trentesima giornata era ancora in corsa per lo scudetto, a sole tre lunghezze dalla Juventus, l’unica ad aver strappato ai bianconeri una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana in due delle tre finali disputate negli ultimi 4 anni, l’unica ad essere in Europa per il settimo anno di fila. Proprio così, solo i partenopei detengono in Italia questo record. Sarà forse per questo che ci ritroveremo in seconda fascia ai prossimi sorteggi Champions, con buone possibilità che l’urna di Nyon ci regali un girone ampiamente alla nostra portata, a differenza della tanto decantata Roma, che ai preliminari, con tutta probabilità, pescherà una delle grandi del calcio europeo, tipo Porto o Manchester City. Potremmo davvero parlare di un Napoli formato Europa. Lì ci stimano e soprattutto ci temono. In ogni sfida siamo indicati come favoriti, e nelle dichiarazioni degli allenatori che si ritrovano a dover affrontare il Napoli, la solita filastrocca: “Sono una grande squadra, dobbiamo stare attenti, sarà dura”. Aurelio De Laurentiis in 12 anni di presidenza ha portato i partenopei in alto, e mai nella storia del club si erano raggiunti palcoscenici di tale prestigio per così tanto tempo. E’ molto “estroverso”, questo non possiamo negarlo, spesso i suoi modi di fare non trovano riscontri favorevoli. Negare però l’evidenza ci sembra assolutamente fuori luogo. Il Napoli da quando c’è Aurelio De Laurentiis è competitivo e lotta per i piani alti in tutte le competizioni. Del resto l’acquisto di Tonelli ancor prima della fine del campionato ne è la dimostrazione. Si pensa già al futuro, si pensa già a puntellare una rosa di grande qualità per assicurarsi una stagione importante. Il risultato lo darà solo il campo, ma ancora una volta sarà un Napoli competitivo. Ce lo dice Aurelio!