Siamo usciti con dignità di Gianni La Camera (Pubbl. 13/12/2018)

Girone difficile, lo sapevamo. Lo abbiamo giocato anche bene ma siamo usciti, con dignità, ma usciti. Non abbiamo perso nel doppio confronto con nessuna delle tre avversarie. Un pareggio e una vittoria con la Stella Rossa, due pareggi con il Paris Saint Germain e una vittoria a testa con il Liverpool con uguale risultato. Eppure usciamo noi e va agli ottavi il Liverpool che ne perde tre. Ma tant’è! E non ce ne facciamo una ragione; il pareggio a Belgrado: ancora abbiamo negli occhi quella partita e le tante occasioni da gol che meritavamo di concretizzare in un momento della stagione in cui eravamo ancora alla ricerca di un gioco nuovo, di meccanismi inediti e di una identità che oggi invece abbiamo. Il gol di Di Maria al Parco dei Principi al minuto 93, quando eravamo stati in vantaggio per due volte meritatamente. Il gol della Stella Rossa a Napoli che non ci voleva. Ma anche il gol a fine gara in casa contro gli inglesi. Tutte situazioni che ci hanno portato a giocarcela all’Anfield fino all’ultimo secondo e non è poco in un girone che ci vedeva terzi senza neanche giocarcelo. Da una parte i miliardari parigini e dall’altra i Vice Campioni d’Europa che, nella sfida decisiva per il passaggio del turno, avevano adagiato in panchina centinaia di milioni. Noi abbiamo fatto quanto abbiamo potuto e forse di più. Non abbiamo le possibilità economiche delle “prime” europee e neanche di qualche italiana, ma ce la giochiamo con tutte. Certo, ieri si poteva fare di più e meglio. Troppi errori in uscita, tanti errori in appoggio, qualche errore nell’ultimo passaggio e un triplo errore in occasione del gol subito. Prima Rui che si fa “giocare” da Salah come si vede nelle scuole calcio, poi Koulibaly che non punta lo stesso trascinandolo all’esterno e infine, ciliegina sulla torta, Ospina che legge male le intenzioni dell’avversario e va a coprire al centro lasciando il suo palo per di più a gambe aperte. I londinesi, diciamolo, ne potevano segnare altri: in tante occasioni hanno sbagliato loro e in altre invece lo stesso portiere azzurro ha fatto qualche miracolo. Potevamo segnare noi nel secondo tempo quando Callejon ha ricevuto la palla sulla sua solita “mattonella” da uno spento e stanco (?) Insigne, quando Milik ha agganciato un pallone difficile in area ma poi ha tirato sul corpo di Alisson. Ci è mancato il Fabian Ruiz formato Champions che conosciamo, in parte Allan, totalmente Mertens ma anche Hamsik. Ora andremo a giocare l’Europa League ma con quale spirito? Andiamo a partecipare in un torneo che non ci piace e non ci emoziona. Troveremo lì altre italiane ma anche il Chelsea di Sarri. Ecco, quella potrebbe essere una sfida affascinante che potrebbe dar lustro a una competizione che ormai, dopo tante partecipazioni al campionato dei grandi, sentiamo non appartenerci.

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