Il Napoli è maturo di Gianni La Camera (Pubbl. 11/09/2017)

Tre partite e nove punti. Due trasferte insidiose e la gara in casa con l’Atalanta, squadra non facile. Le due partite dei preliminari di Champions League stravinte con merito sia in casa che fuori. Una continuità con la fine del campionato scorso incoraggiante. Tredici gol fatti e due subiti. Eppure il Napoli sembra diverso. Sia contro l’Atalanta in casa che contro il Bologna dell’ultimo sette a uno abbiamo avuto delle difficoltà. Con l’Atalanta addirittura dovemmo recuperare lo svantaggio. Cos’è cambiato? Beh, i partenopei non sembrano comandare il gioco comunque e sempre come facevano l’anno scorso. Eppure i tifosi, sia quelli sugli spalti che quelli sui divani, hanno l’impressione che siamo più forti e che la vittoria sta solo maturando, come la squadra. Sarri deve aver cambiato qualcosa forse a beneficio della difesa. I partenopei non aggrediscono più indistintamente e in ogni zona del campo alla conquista del pallone come facevano l’anno scorso. Nel campionato appena trascorso gli uomini di Mister Sarri circondavano il portatore di palla avversaria con due e tre uomini alla ricerca di quella sfera che, ci avevano convinto, doveva essere loro. Oggi non è così. Siamo forse più riflessivi e più accorti ai movimenti avversari. E’ un fatto però che continuiamo a vincere e senza neanche avere la sensazione di poter fare quel solito erroretto a cui ci eravamo abituati. Il Napoli è quindi maturo e noi tifosi lo dobbiamo essere altrettanto. Qualcuno dirà: ma a me piaceva la squadra che non concedeva niente, che aggrediva, che faceva della metà campo avversaria terra di comode scampagnate. Come disse Totò in un famoso film: rassegnatevi! Forse quel gioco lo rivedremo solo in Champions e perché, in genere, le europee giocano a viso aperto lasciando spazi a volte inaspettati. E per quelli che si sono meravigliati del mancato turnover sul campo dei felsinei, vorremmo finalmente chiarire un concetto e fare una previsione. Intanto il turnover è un qualcosa che ci siamo inventati più noi italiani che una pratica seguita dai grandi d’Europa. Tanto per essere espliciti Messi, Ronaldo, Lewandowski, Neymar, Cavani ecc., non riposano mai. Non ricordiamo Messi fuori dal campo per avvicendamenti che non fossero stati dettati da un infortunio. Sempre in campo nonostante le 50 o 60 partite all’anno che hanno da disputare. E questo per una serie di motivi. Prima di tutto perché “il campione” vuole sempre giocare (vedi Mertens), in secondo luogo perché un allenatore difficilmente rinuncia alla squadra migliore e infine perché non ce n’è bisogno. Ormai le preparazioni atletiche sono scientifiche e mirate alla possibilità di dover giocare ogni tre giorni. E il Napoli in questo fa scuola. E la previsione? E’ questa: gli azzurri tutti e Sarri quest’anno puntano al campionato e ci credono; forse vedremo qualche cambio in più in Champions League.

Commento di Aldo Bifulco

Condivido l'analisi e apprezzo il sano attuale "realismo" di Sarri che, comunque, non disdegna momenti di bel gioco. Inoltre le squadre italiane quando incontrano il Napoli hanno sempre i "coltelli tra i denti" e il "sangue agli occhi" e, talvolta, giocano anche con violenza esagerata. Lo facessero anche con la Juve! Allora il bel gioco arioso ed armonico del Napoli lo potremo gustare nella Champions. Speriamo!