"Pernacchie" a Higuain di Gianni La Camera (Pubbl. 25/07/2016)

Il caso Higuain ha fatto male. Cerchiamo di parlarne senza animosità, provando a ricordare serenamente com’è cominciata questa storia e come si è sviluppata. Fino all’epilogo. Dunque, Higuain. Fortissimo attaccante in forza al Real Madrid comprato dal Napoli per sostituire un altro grande: Cavani. Lo volle Benitez che ci mise poco più di una telefonata per convincere il giocatore ad aggregarsi alla nostra squadra. Noi tifosi l’abbiamo amato da subito e, come solo noi Napoletani sappiamo fare, glielo abbiamo dimostrato in tante occasioni. L’attaccante era una riserva nella sua squadra di appartenenza, di lusso, ma pur sempre una riserva.  Intanto, consideriamo che Cavani ha lasciato il Napoli come capocannoniere del campionato con 29 gol. Gonzalo, nel primo anno della sua avventura in Italia ne ha segnati 17 classificandosi dietro a Ciro Immobile, Luca Toni, Carlos Tevez e insieme a Antonio Di Natale. Non proprio un bel record, quindi. Nel suo secondo anno invece ne ha segnati 18, arrivando quarto dietro a Luca Toni, Mauro Icardi e di nuovo Carlos Tevez. Era quello il Napoli di Benitez e la nostra squadra giocava con un 4-2-3-1 oltremodo offensivo.  Nell’ultimo campionato, con Sarri in panchina, il Napoli cambia modulo e gioca con un 4-3-3. Higuain esplode segnando ben 36 gol battendo quel famoso record di cui tutti sappiamo. Ma come è stato possibile? Beh, diciamo che Sarri è stato bravo a metterlo nelle condizioni di poter tirare in porta innumerevoli volte e che lui è entrato nei meccanismi della squadra sfruttando bene le occasioni e non solo, regalandoci anche prodezze che solo un fuoriclasse può realizzare. Pensiamo, per esempio, proprio al 36° gol, realizzato con una splendida rovesciata dal limite dell’area. Ma dicevamo che la squadra, allenata da Sarri, l’ha messo in condizioni di tirare in porta innumerevoli volte. Quante? Fra tiri nello specchio della porta e tiri fuori circa 120. E allora ragioniamo anche sulle percentuali realizzative. Higuain non compare neanche nella classifica che tiene conto delle percentuali realizzative per “tiri in porta”. Meglio di lui Icardi, Bacca, Eder, Mandzukic. Ma non è presente neanche nella classifica che prende in considerazione i tiri complessivi (dentro e fuori lo specchio della porta). Ancora una volta, meglio di lui, Icardi, Mandzukic, Kalinic, Pavoletti e Eder. Che significa tutto questo? E’ il gioco del Napoli, l’organizzazione, i tagli dei mediani, gli inserimenti dei centrocampisti a far sì che un attaccante possa liberarsi e mettersi nelle condizioni di ricevere la palla e tirare in porta. Ma meglio di lui avrebbe potuto fare forse Icardi, Mandzukic, Eder o Pavoletti. E allora? Perché ci dispiace tanto che Higuain vada  in un’altra squadra? La risposta è nel nostro essere “tifosi”, nella nostra “napoletanità”. Noi ci affezioniamo oltre misura ai calciatori, noi ci innamoriamo di loro, fino a non vedere più quello che in altre realtà non sfugge. Noi perdoniamo errori e comportamenti anche sbagliati perché noi vogliamo bene “a prescindere”. E poi, Higuain ci ha messo del suo. Ha cantato insieme a noi “un giorno all’improvviso…..” saltando come un bambino felice, ha dichiarato, durante la Copa America: “i napoletani devono stare tranquilli”. Che dichiarazione è? E poi, dirci qualche parola? Salutarci? Higuain dimentica che ci ha fatto perdere una Champions League commettendo un errore dal dischetto del rigore contro la Lazio? Dimentica che lo abbiamo applaudito anche in quella occasione? Dimentica ancora che lo abbiamo difeso quando ebbe una reazione isterica durante la partita con l’Udinese e dovemmo fare a meno di lui per tre giornate in un momento topico del campionato scorso? E’ il modo, quindi, che ci offende. Per il resto speriamo che Aurelio De Laurentiis, insieme all’ottimo Giuntoli, sappia sostituirlo degnamente. Speriamo che ADL reinvesta la somma introitata nel migliore dei modi e anche velocemente. Noi abbiamo bisogno ora di certezze, di tranquillità e di credere che il Napoli possa, nonostante tutto, migliorarsi sempre, a dispetto dei fatturati e dei “poteri forti”. Vada quindi Higuain alla Juve a sostituire un calciatore come Altafini, che pur passando nella stessa squadra a carriera ormai finita, fu soprannominato “core ‘ngrato”. Sarà quindi l’argentino il nuovo “core ‘ngrato”, e a pieno titolo. Siamo certi però che lì non lo sapranno amare come abbiamo fatto noi, non ne sono capaci. Noi lo aspettiamo a Napoli il 2 Aprile e ci auguriamo che dagli spalti non piovano, come ci sarebbe da aspettarsi, i soliti fischi a quello che molti considerano già un “traditore”, noi crediamo che in questo caso sia più giusta una sonora “spernacchiata”. Quella sì, con tutta l’ironia di cui siamo capaci.

Commento di Claudio Procaccini

Una chiosa molto marginale: Higuain non ci ha fatto "perdere la champion" ma la qualificazione alla champion. Credo che un giocatore al quale a 29 anni si presenta la possibilità di monetizzare sportivamente (economicamente credo avrebbe avuto soddisfazioni anche qui) il proprio momento fortunato sia legittimo. Può darsi che il fratello manager l'abbia usato strumentalmente ma, francamente, non mi sembra che la campagna acquisti del Napoli sia stata, fino al giorno prima della virtuale cessione di Higuain, la campagna di una squadra che punta a vincere il campionato e fare strada in champion. Avendo, nella propria carriere professionale vinto solo due coppe Italia, dopo aver perso due finali con la nazionale della sua nazione, per giunta per proprie responsabilità, vuole provare a vincere. Cosa che non mi sembra voglia fare ADL: Tonelli e Giaccherini "contro" gli acquisti della Juve è un paragone imbarazzante. Gratitudine per il presidente che ha preso la squadra dalla fallimentare ma poi sembra l'abbia trasformata in una Udinese o Palermo di rango superiore. 

Claudio Procaccini