Verso Napoli Juventus di Gianni La Camera (Pubbl. 29/11/2017)

Nella storia del Napoli è la prima volta che la squadra, dopo 14 giornate di campionato, ha 38 punti. Basterebbe vincere contro la Juve e la successiva contro la fiorentina per battere un altro record che appartiene, non a caso, ai bianconeri. Ma venerdì sera i partenopei aspettano proprio loro, Buffon e i suoi compagni compreso un recuperato Chiellini ma senza Hyguain operato a una mano. Si sa, a calcio non si può giocare con un tutore alla mano. Potrebbe solo con una corposa fasciatura. Diciamo però che forse per la prima volta ci interessa poco. Ne abbiamo affrontate partite contro i “non colorati”, a volte decisive e a volte no, ma questa volta non c’è la solita attesa, forse non c’è la solita preoccupazione. Siamo convinti di vincerla? Assolutamente no. Il punto è un altro: quest’anno li riceviamo in casa potendo vantare 4 punti di distacco e non solo. Probabilmente il tifoso napoletano è cosciente che il Napoli è davvero forte e maturo e crede fermamente nella possibilità che, anche perdendo questa sfida, e non ce lo auguriamo, non cambierebbero le possibilità di lottare fino alla fine del campionato per la conquista dello scudetto. Sì, lo scudetto. Altro tabù che crolla: il tifoso del Napoli non sembra essere neanche più scaramantico. Certo, l’attesa c’è, ma sembra che i napoletani aspettino una qualsiasi forte squadra e non l’”odiata” Juve. Come dire che i problemi quest’anno li hanno loro che alla quindicesima, sono quasi costretti a vincere per non scivolare a -7 dalla capolista, raggiunti e forse scavalcati anche da Roma e Lazio. Il merito di questa tranquillità è ovviamente del Napoli e degli artefici di questa prima parte di campionato talmente brillante da farci ritenere incidenti di percorso e non tragedie gli infortuni di Milik e Ghoulam. L’anno scorso, l’identico infortunio subito da Arkadiusz (all’altra gamba) ci gettò nello sconforto. Quest’anno, nonostante le critiche di molti alla campagna acquisti degli azzurri, ci rendiamo conto che siamo in grado di affrontare chiunque perché giochiamo bene, perché giochiamo meglio. Il buon Sarri, al terzo anno sulla panchina, sembra addirittura cresciuto. Mostra di gestire al meglio i cambi dando a tutti un minutaggio di spessore. Molti si sono ricreduti su Cristian Maggio e Mario Rui. Il primo, trentacinquenne (?) si è dimostrato quel professionista serio che è. Chi si ricorda una sola polemica di questo giocatore relegato alla panchina per troppo tempo? Un esempio per tutti. Ma è napoletano? No! L’altro, Mario Rui, sembrava una scommessa perché proveniente da un serio infortunio ma anche lui ci ha dimostrato di saper stare in campo e con questi compagni. Cosa difficile, primo perché non è facile trovare spazio in questa squadra proprio per la “maniacalità” dell’allenatore e secondo perché sostituire il Ghoulam degli ultimi tempi avrebbe fatto tremare i calzettoni ai più forti campioni. Aspettando Adam Ounas che, evidentemente, non ha assimilato ancora bene tutti i movimenti che gli chiede Maurizio. Qualcosa che a noi poveri “ignoranti” sfugge ma che certamente, nella mente del prezioso Adam, si starà incuneando come un tormento. E a proposito della ossessiva ricerca dei dettagli di Sarri una cosa la dobbiamo dire. Troppi tifosi si aspettano rinforzi a gennaio, dimenticando, o fingendo di non sapere, che chiunque arrivasse a inizio anno, fosse anche Messi, non giocherebbe che forse a marzo. E vale la pena? In quell’epoca saranno rientrati i due infortunati che avrebbero, loro sì, tutto il diritto di dare il loro contributo. In ultimo ci sentiamo il dovere di esprimere il nostro disappunto per la chiusura del settore ospiti. I tifosi Juventini avrebbero il diritto di poter assistere a una partita, che comunque vada, offrirà certamente uno spettacolo notevole. Lo sport ci perde….peccato. Un’occasione persa.

Commento di Peppino Rossi

Buongiorno carissimo Gianni, condivido pienamente il tuo articolo che, come sempre, fa un' analisi obiettiva sulla forza della squadra senza farsi influenzare dal tifoso che è in te . Quest' anno devo dire che rivedo nella mentalità dei giocatori e dell' allenatore quella consapevolezza di, come il Napoli di Maradona, scendere in campo sapendo di potersela giocare con tutti alla pari senza nessun timore reverenziale. A proposito del record da battere, credo che la cosa sia possibile visto anche che la Fiorentina di quest' anno non mi sembra proprio un granché. Complimenti ancora per l' articolo e........Forzaaaaaa Napoliiiii. Peppino