Campionato finito di Gianni La Camera (Pubbl. 29/05/2017)

Campionato finito e, per la prima volta forse, ci dispiace. Diciamo la verità, il Napoli non ha vinto niente ma ci ha fatto divertire e non poco. Siamo terzi ma già aspettiamo il prossimo con la consapevolezza di avere una squadra che può lottare ai vertici e forse puntare finalmente allo scudetto. Sì, avete letto bene, lo “scudetto”. Una parolina che non abbiamo mai pronunciato per pudore, per scaramanzia o per un atteggiamento oltremodo umile ma che ormai è stata sdoganata dall’allenatore, dai calciatori e dalla società. Sì, ci proveremo l’anno prossimo e ne siamo convinti perché già abbiamo avuto dei segnali forti dal Presidente con le conferme di Insigne e Mertens, facendoci capire che la volontà è quella di confermare tutti i più forti, compreso l’allenatore che, nonostante la sua personale inesperienza, ha saputo dare un gioco alla squadra che ha spesso incantato non solo i tifosi ma anche i più attenti osservatori europei. Ma perché siamo arrivati terzi? Beh, dovremmo ricordarci che l’anno è iniziato senza quel giocatore che era stato capace di battere il record di gol segnati in un campionato italiano. L’avevamo sostituito con Milik e avevamo avuto tutti l’impressione che fosse stato un acquisto giusto e produttivo. Ma si è infortunato a inizio campionato e ci siamo trovati senza un centravanti di ruolo. Il buon Gabbiadini, sostituto naturale, non ha risposto come doveva e allora, necessita virtù, Sarri ha provato Mertens al centro dell’attacco. Esperimento riuscito oltre ogni aspettativa ma intanto abbiamo giocato sei o sette partite raccogliendo veramente poco. In questi giorni poi c’è un’accanita discussione sul fatto che il Napoli ha perso punti inaspettati contro Pescara, Palermo, Sassuolo e Atalanta ed è questo che ci ha fatto terminare a cinque punti dalla Juve. Altri dicono invece che la squadra bianconera e la Roma hanno usufruito di troppi vantaggi arbitrali. Probabilmente sono vere tutte e due le cose e quindi il rammarico c’è. Ma noi una cosa la dobbiamo dire. Noi speriamo di leggere l’anno prossimo, negli occhi dei giocatori, quella cattiveria “agonistica” che riusciamo a vedere negli occhi dei Bonucci, dei Chiellini e dei vari Higuain. Ci vuole! La vedremmo nei loro occhi anche se dovessero scendere in campo contro la Primavera del Sassuolo. Ma il campionato ha offerto altro. Abbiamo visto un’Atalanta quarta e in Europa League, gli alti e bassi dell’Inter, un Milan in ricostruzione, la solita Lazio e una Fiorentina in difficoltà di risultati più che di gioco. Abbiamo visto retrocedere Pescara, Palermo e Empoli con la conseguente permanenza in serie A dell’imprevedibile Crotone. Complimenti ai giocatori e a Nicola che ci hanno creduto fino alla fine, e giustamente. Ma complimenti anche alla società che ha creduto nel suo allenatore mai mettendolo in discussione. E non possiamo non parlare dell’addio del capitano Francesco Totti. Ieri abbiamo assistito al suo saluto e ci siamo emozionati. Abbiamo un’età sufficiente a farci ricordare gli addii di Zanetti, Del Piero, Maldini, Baggio, Baresi e tanti altri ma mai avevamo visto un tributo simile concesso a un giocatore di una qualsivoglia squadra. E diciamolo, lo ha meritato. La Roma e i romanisti lo devono ringraziare per quanto ha saputo dare in venticinque anni di carriera tutti con la stessa maglia. Ma lo devono ringraziare anche i romani tutti e gli sportivi di qualunque fede calcistica. Noi crediamo che Totti vada ricordato come calciatore ma anche come uomo. Forse l’Alberto Sordi del calcio. Lasciamoci quindi aspettando un nuovo campionato, un nuovo calciomercato, un nuovo ritiro e il preliminare di Champions ma intanto diamo un occhio al Benevento. In bocca al lupo a loro.