Vince la Juve. di Gianni La Camera (Pubbl. 18/05/2017)

La Juventus vince la Coppa Italia 2017. Vincono loro come già avevano fatto nel 2015 e 2016 e quindi per la terza volta consecutiva, e non era mai successo. Le vittorie totali sono 12 e anche questo è un record. Contro la Lazio all’Olimpico, con un primo tempo nel quale i biancocelesti sembrano aver sbagliato l’approccio alla partita, segnano Dani Alves al 12’ e Bonucci al 25’. E potevano essere di più se il portiere laziale non avesse parato l’impossibile. Vince la Juve quindi, ma perché? Un primo tempo, dicevamo, giocato con grande qualità e fisicità. Presto al tiro Higuain da fuori area, poi Dybala, ancora Dani Alves e ancora Gonzalo nell’area piccola. Solo la bravura e l’istinto di Strakosha fanno in modo che il passivo si limiti a 2 gol. Sono loro a creare occasioni a ripetizione e i romani a subire. Nel secondo, poi, la Lazio comincia a giocare, va al tiro più volte, cambia modulo e mette in difficoltà i bianconeri. Ma si sa, la Signora sa difendersi come forse nessun’altra squadra in Europa. Bonucci, Chiellini, Barzagli sono i migliori. A proposito, i tre insieme, hanno un totale di 98 anni. La “più forte” dovrà cominciare a pensarci. La Lazio però, a parte un palo di Keita al 6’ del primo tempo, ha sbagliato negli uomini chiave. Parolo già non era al meglio ed è dovuto uscire al 20’, il cambio con Radu si rivela solo una “toppa”, Biglia fa mancare alla squadra il necessario coraggio che serviva e Felipe Anderson, come pure Luis Alberto, entrati giustamente nella ripresa, non riescono a cambiare un destino già scritto. Vittoria meritata per la Juve e squadra e testa a Cardiff. Forti e potenti. Forti perché capaci di imporsi sul campo laziale con qualità, determinazione e organizzazione ma anche potenti perché erano lì a dispetto di un Napoli che nell’andata della semifinale giocata a Torino in un solo minuto si vide negare un “sacrosanto” rigore su Albiol per subirne invece uno “inesistente” su Dybala. Non dimentichiamo! Come pure non possiamo non considerare che per questa finale di Coppa Italia si è scelta una data non certo felice per la regolarità del campionato ancora in corso. Solo tre giorni dopo una partita, quella contro la Roma, che era facile immaginare potesse segnare le sorti della classifica finale del campionato di serie A. Questo ha fatto sì che la Juventus andasse a giocarsela “imbottita” di riserve ma soprattutto “scarica” dal punto di vista nervoso. Quella partita serviva alla Roma e al Napoli, non certo a loro. Ecco perché, pur riconoscendo la forza della squadra di Allegri, la definiamo anche “potente”.