Moviola in campo: si parte di Gianni La Camera (Pubbl. 18/04/2016)

La sperimentazione partirà, ed era ora. Molti si domandavano perché mai nel 21° secolo ancora non si faceva uso della tecnologia applicata in campo sportivo. Per la verità è già da un po’ che si utilizza la “Goal line technology” e i benefici sono chiari a tutti. Ora cade anche il tabù della moviola in campo e si comincerà, in via sperimentale, proprio in Italia, con l’inizio del prossimo campionato. Ci sarebbe da chiedersi perché l’Ifab e la Fifa abbiano scelto l’Italia. Ci considerano i più bravi nell’uso della tecnologia o magari pensano che siamo quelli che hanno più bisogno di mettere fine a una serie infinita di “sviste” arbitrali? Comunque sia la nuova stagione ci vedrà protagonisti della fase dei test che la Fifa definisce “offline” e di cui, forse, non sapremo niente. In seguito avremo un altro anno di rodaggio vero e proprio su un numero minimo di gare nelle quali l’arbitro potrà avvalersi delle immagini TV con l’aiuto di un collega costantemente collocato davanti a un monitor. Sembra che uno dei principi fondamentali di questa innovazione sia quello di non snaturare il ruolo dell’arbitro. Solo lui, infatti, e nessun altro, potrà decidere di avvalersi della moviola. Ma vediamo nei particolari come funzionerà. Quella che noi chiamiamo moviola in campo per la Fifa è il VAR (acronimo di Video Assistant Referees) e si applicherà a tre specifiche situazioni che riguarderanno in linea generale gol, fallo di rigore ed espulsioni. Per quanto riguarda i gol, il VAR ci aiuterà a capire se è regolare, e cioè se c’è stato un fallo precedente o se magari è stato segnalato un fuorigioco. In occasione, invece, di un fallo in prossimità dell’area di rigore, il supporto tecnologico ci chiarirà se realmente commesso in area o fuori e, in caso di espulsioni, se il fallo commesso era o meno meritevole del cartellino rosso. Per la verità sembra che questo occhio magico aiuterà gli arbitri anche nelle occasioni di scambio di giocatori nel caso di cartellini giallo e/o rosso. La verifica quindi sarà richiesta dall’arbitro o direttamente dall’assistente al monitor che segnalerebbe via radio quanto ha visto al direttore di gara. In tale eventualità l’ultima decisione sarà sempre e comunque della “giacchetta nera”. Ben venga tutto ciò, ma una considerazione va fatta: noi non vorremmo mai assistere a una partita durante la quale ad ogni calcetto, ad ogni dubbio e a ogni azione di gioco si invocasse l’uso della moviola con scene penose di arbitri circondati e assaliti da giocatori che gridano all’ingiustizia. A noi tifosi non piace subire gol in evidente fuorigioco e, per la verità, non piace nemmeno usufruirne. Quindi diamo un benvenuto alla tecnologia, sperando di usarla al meglio nell’auspicio di assistere sempre a belle partite. Incontri calcistici giocati sì con tanto agonismo, ma anche con tanta sportività. Cosa che, a dirla tutta, oggi non ci sembra di vedere.