Inarrestabili! di Gianni La Camera (Pubbl. 16/10/2017)

Si è consumata un’altra giornata di campionato e abbiamo visto il Napoli vincere a Roma per la seconda volta nel giro di un mese. Ma abbiamo visto anche la sconfitta della Juve in casa contro una Lazio che siamo certi continuerà a dire la sua per tutto il torneo. E parliamone di questa Juve: sconfitta in casa dopo 52 partite chiuse in modo positivo e crediamo non sia un caso che sia capitata proprio in questa stagione. Ciò che maggiormente ci ha impressionato è stato il modo in cui hanno incassato il primo gol di Ciro Immobile, che peraltro sembra esaltarsi contro i “non colorati”. Bene, quel gol secondo noi la dice lunga su una difesa che, rispetto all’anno scorso, ha subito già il triplo delle reti. Senza Dani Alves e Bonucci il reparto arretrato della Juventus non sembra più lo stesso. Ma chi gioca a fianco di Chiellini? Certo, si può sempre segnare contro tutte le difese, anche quelle fortissime, ma non ci ricordiamo un gol fatto ai campioni d’Italia di questa fattura. Infilati come i “polli” da una triangolazione elementare. Il secondo poi scaturito da un fallo di Buffon sul “solito” napoletano Ciro servito con una verticalizzazione che ha trovato impreparata (?) la difesa. E abbiamo dovuto assistere anche alle proteste del portiere bianconero che, giusto per non perdere le “buone abitudini”, ha inveito contro l’arbitro forse meravigliato dall’atteggiamento di quest’ultimo. Ma come, rigore contro solo perché ho atterrato un attaccante proiettato in area da solo? Ma questa è un’altra storia. Segnali importanti, dunque. Ma i problemi della “Signora” quest’anno non ci sembrano dettati solo da una retroguardia non più impenetrabile. Abbiamo la netta impressione che Allegri sia un po’ confuso se è vero, come è vero, che ancora dopo l’ottava di campionato, non abbiamo capito quale sia il modulo che adottano e soprattutto quali sono gli interpreti che dovrebbero applicarlo. Forse la differenza con il Napoli è proprio questa. Noi abbiamo un “undici” ben definito e ricambi che sono sì all’altezza, ma sempre ricambi. Noi applichiamo un turnover che punta ad accorciare il minutaggio dei titolarissimi applicando sostituzioni sempre certe: Zielinsky per Hamsik, Rog per Callejon, Diawara per Jorginho ecc. Loro cambiano cinque o sei titolari a partita senza averli nemmeno individuati. Ma veniamo al Napoli. Squadra ormai matura e lo possiamo dire in assoluta tranquillità. Otto indizi faranno pure una prova, o no? E delle otto partite di campionato ne abbiamo vinte cinque fuori. Tra le altre l’Atalanta in casa e Lazio e Roma all’Olimpico. Godiamocela quindi e restiamo con i piedi per terra. L’esaltazione da queste parti si sa, è terreno fertile. Non abbiamo vinto ancora niente e il cammino è lungo. Non ne vinceremo 38 e incontreremo le nostre difficoltà ma ci siamo, e sarà importante che anche i tifosi, l’ambiente e una certa fascia di giornalisti facciano la loro parte. Ora andiamo in Inghilterra e martedì, comunque vada, assisteremo a un incontro fra due filosofie di gioco simili. Ci divertiremo, e questo è un fatto.