Champions amara per le italiane. di Gianni La Camera (Pubbl. 14/09/2017)

Un solo punto in tre partite di Champions League per le italiane, e per di più fortuito. Roma, Juve e Napoli non riescono a battere le europee e non solo, hanno fornito prestazioni sulle quali varrebbe stendere un velo pietoso. La Roma dominata in casa da un Atletico Madrid che solo per le parate del portiere giallorosso e per le imprecisioni al tiro non ha vinto una partita che certamente avrebbe meritato. La Juventus in stato confusionale al Camp Nou ne ha subito tre da quel Barcellona che pure aveva sconfitto l’anno scorso. C’è da dire che i bianconeri erano privi di Chiellini, Mandzukic, Khedira, Cuadrato e ha perso De Sciglio nella prima parte di gara. Ma questo non basta a giustificare una prestazione scialba. Nella Juve quest’anno non riusciamo ad intravedere ne’ alcuna idea di gioco e né la solita solidità difensiva che, per il passato, è stata il punto di forza della squadra.  Bonucci non era un optional. In più in attacco continua a schierare Higuain (ma dov’era?) che, l’ha detto Allegri, nelle partite importanti si perde puntualmente. Evitiamo di parlare del gestaccio rivolto al pubblico al momento della sostituzione. L’avesse fatto giocando una partita della sua nazionale sarebbe stato il brutto gesto di un argentino. L’ha fatto rappresentando una squadra italiana e la brutta figura la facciamo noi. Ma chi lo sa se avrà altre occasioni per comportarsi in questo modo nella sua nazionale. Abbiamo dei dubbi che sarà mai più convocato. E poi il Napoli. Avevamo detto da queste pagine che forse i primi tempi contro l’Atalanta e il Bologna, erano dettati da una precisa volontà di partire piano, di stancare gli avversari, di coprire meglio la difesa e invece, se tre indizi fanno una prova, non è così. Ancora una volta abbiamo cominciato a giocare nel secondo tempo e questo non va bene. Non lo possiamo fare. Noi siamo una squadra che deve sempre giocare a ritmi altissimi, che deve stroncare gli avversari prima nel morale e poi con i gol. Contro le due italiane ci è andata bene e abbiamo ripreso le partite segnandone addirittura tre. In Europa non vale. Lo Shakhtar Donetsk è squadra forte, testa di serie del nostro girone, e non ci ha perdonato. Certo, potevamo ad un certo punto della gara anche pareggiarla, ma gli ingressi di Allan e Mertens ci dovevano trovare con uno svantaggio di un gol. E qui ritorniamo a due punti fondamentali. Il primo vede Sarri effettuare un turnover al contrario e in un precedente articolo l’avevamo previsto, avevamo ragione. Non solo, siamo anche d’accordo. Se vogliamo essere realisti e non solo tifosi possiamo prevedere un’ottima Champions che ci possa portare fino ai quarti, non di più. Ed è quindi naturale che il nostro allenatore preservi i titolarissimi per far benissimo nella competizione nostrana che è il vero obiettivo della stagione. Sempre che vogliamo considerare riserva un certo Piotr Zieliński che l’anno scorso ha giocato più minuti di Allan e Jorginho. Il secondo è il portiere. Non va bene. Sul primo gol è partito chiaramente in ritardo su un tiro non irresistibile. Non ci è sembrato un “colpo di fucile” e per di più diritto per diritto sul primo palo. Sul secondo gol invece che ne parliamo a fare? E’ difficile vedere uscite così ridicole a certi livelli. Ma si può? Ora, sia pur considerando i tanti meriti dello spagnolo su cui non ci ripetiamo, noi siamo sempre convinti che una grande squadra non può avere in porta un giocatore che faccia di questi errori. Abbiamo condiviso in buona parte il mercato estivo della squadra azzurra ma il mancato acquisto di un estremo difensore di valore indiscusso, questo no, non lo capiamo. E sarà inutile, alla prima parata significativa del buon Pepe, magnificarne le doti. Bisogna che sia continuo e che dia sicurezza alla difesa tutta che, nel corso di un’intera stagione, avrà pur diritto a qualche defaillance che non sia punita regolarmente. Sia chiaro però, ieri non è successo niente di grave. Abbiamo perso una partita fortunatamente in una competizione che ci permetterà di recuperare i punti persi. La stagione è lunga e impegnativa e il Napoli è e sarà in grado di affrontarla.