La danza scatenata del Napoli di Gianni La Camera (Pubbl. 12/02/2018)

Il Napoli stravince contro la Lazio e “rimane” in testa alla classifica del campionato più incerto d’Europa. In altre nazioni le prime in classifica sono ormai certe della vittoria finale e invece nella nostra serie A sono due le squadre al vertice e se la giocheranno, crediamo, fino alla fine. Venerdì sera abbiamo vissuto la vittoria della Juve a Firenze e l’abbiamo vista soffrire, perlomeno nel primo tempo, oltre misura. Poi ha vinto con un calcio di punizione dal limite dell’area viola grazie anche ad una barriera sistemata con un’approssimazione imbarazzante. E non ci va di parlare dell’intervento della VAR sul rigore assegnato ai toscani né tantomeno dell’uso anomalo dei cartellini. Non ne parliamo perché abbiamo ancora negli occhi e nel cuore, sì, nel cuore, un secondo tempo della partita contro la Lazio che dovrebbe riappacificare con il gioco del calcio tutti gli appassionati, tifosi o no del Napoli. La vittoria contro la terza in classifica, la vittoria del “bel gioco”, la vittoria del pubblico, la vittoria di un gruppo che c’è e ci fa, la vittoria di un allenatore che schiera tre ex empolesi in una difesa a quattro, la vittoria delle seconde linee, impersonificate da un certo Zielinski che entra e prende il gioco in mano coronando la prestazione con una “pennellata” a favore di quel Mertens che ormai non riesce neanche più a meravigliarci. Un secondo tempo giocato alla velocità della luce e con tocchi tutti di prima. Non vi nascondiamo che a tratti ci siamo scoperti a guardare la partita ad occhi “sgranati”. Gli azzurri sembravano tanti “pifferai” che ormai avevano mandato in confusione la squadra di Inzaghi che, dopo la partita dell’andata, finita con lo stesso risultato, ebbe a dire che a giocarla 11 contro 11 sarebbe andata differentemente. Caro Simone, riguardati la partita e cerca di capire tu quello che in campo è successo. Spiegalo ai tuoi appena si riprenderanno dallo stato confusionale. La vittoria di Ghoulam che è stato salutato dalla squadra scesa in campo con la maglia numero 31. Auguri a lui che quando tornerà in campo lo dovrà alla sua tenacia, ma anche ai suoi compagni che mai lo hanno abbandonato. La vittoria contro quei giornalisti che più che magnificare il gioco e la qualità di questo Napoli non hanno trovato di meglio che “sparlare” del primo tempo. La vittoria contro quei “tifosucci” che sembra non aspettino altro che la sconfitta per poter ancora lanciare improperi contro il “pappone”. E basta! La vittoria contro il potere, l’arroganza e la prepotenza di qualcuno che forse vorrebbe un finale diverso per questo campionato ma che certamente non ci potrà togliere dagli occhi, dalla mente, dal cuore la danza scatenata sabato sera al San Paolo.