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C’è da vergognarsi! di Gianni La Camera (Pubbl. 08/04/2018)

Il Napoli gioca e vince la sua partita. Sì, la vince contro un Chievo ostico e con un portiere che è in vena di miracoli. Quegli stessi miracoli che ci piacerebbe vedere qualche volta, non sempre, effettuare dal nostro estremo difensore. E invece, come ormai siamo abituati a vedere, un tiro nello specchio della nostra porta e un gol. Certo, c’è stato un macroscopico errore di Koulibaly, ma è mai possibile che un solo errore, e neanche contro il Barcellona, porti con sistematicità impressionante, al gol avversario? Viste le nostre occasioni, per la verità quelle del secondo tempo, e le parate del buon Sorrentino ci viene da pensare che, a numeri 1 invertiti, avremmo vinto con ampio margine. Come abbiamo avuto altre volte modo di scrivere da queste pagine, periodicamente siamo portati a criticare il nostro ultimo difensore, ma come spesso ricordiamo, preferiamo lui e non altri, per mille motivi. Quindi sotto fino a un minuto dalla fine della partita e poi, in quattro minuti, il ribaltone. Meritata vittoria del Napoli che come al solito ha condotto la partita con un possesso palla del 70%; quattordici angoli; diciannove tiri a porta, di cui 11 nello specchio, nove parate del portiere veronese. Numeri come al solito imbarazzanti ma, se la dobbiamo dire tutta, è un Napoli che non ci entusiasma più. Gli azzurri, come nessuno poteva pronosticare, proprio dopo essere usciti dalle coppe (prima Champions, poi Italia e infine Europa League) e proprio quando ha una settimana intera per preparare le partite, sembra essere spuntato. Mertens e Insigne non segnano per quanto la squadra produce e questo dalla partita, ormai lontana, contro il Genoa. Molti pensano che i calciatori napoletani stiano soffrendo la sfida con la Juve e non siano in grado di reggere il confronto a livello mentale. Noi, probabilmente siamo d’accordo con questa tesi, ma crediamo che non incidano tanto i risultati dell’antagonista bianconera ma, piuttosto, il modo in cui vengono prodotti. Non può essere facile per nessuno correre spalla a spalla con qualcuno che sembra avere un “aiutino” non appena ha un attimo di difficoltà. Ma questa è un’altra storia, o meglio, è sempre la stessa. Giornata finita bene quindi, quando ormai nessuno ci credeva più, ma giornata triste per i fischi a Insigne e i cori contro De Laurentiis a cui abbiamo assistito a fine partita. Ci vergogniamo sia come Napoletani che come tifosi. Non ci piace condividere l’amore per la “nostra” squadra con tanti “tifosotti” che sembra non aspettino altro che l’occasione per scagliarsi contro l’unico napoletano in squadra e contro un Presidente che, non ci stancheremo mai di dire, avrà fatto anche qualche errore in questi anni, ma continua a sembrarci un Presidente con tanti meriti. Intanto il buon Lorenzo è quel calciatore che tra gol e assist ci ha portato lì dove siamo. E’ quello che probabilmente mette in campo più qualità di tutti. E ancora è quello che in soli 90 minuti percorre mediamente una decina di chilometri al servizio dell’attacco e della difesa. Poi, De Laurentiis. Ma è mai possibile non capire che il Presidente sta facendo l’impossibile con i mezzi e le strutture che ha a disposizione? Siamo secondi e ancora in lotta per uno scudetto che “deve” essere vinto dalla Juve. Sono i bianconeri che hanno i maggiori campioni nella propria squadra, sono i bianconeri che possono permettersi una panchina dove ci sono giovanotti che hanno ingaggi superiori a quello dei nostri più ricco. Noi non possiamo comprare top player, non abbiamo i soldi per farlo e se qualcuno conosce personaggi che lo farebbero e che oggi stanno spingendo per comprare la società, ce ne comunichi i “cognomi”. Ci vergogniamo quindi dei fischi e ci auguriamo che quelli che hanno inveito oggi rimangano a casa, nei propri salotti, seduti sul proprio divano. Ci piacerebbe non trovarceli di fianco a seguire un Napoli che, siamo certi, e nonostante la mancanza di titoli, rimarrà nella storia.


 
 
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