Siamo tutti presidenti di Gianni La Camera (Pubbl. 07/11/2017)

Due infortuni gravissimi, due ginocchi che ci metteranno dei mesi a ristabilirsi. E sono capitati a due pedine di questo Napoli importantissime. Sul primo, quello di Arkadiusz Milik, tutti a dire che i partenopei non hanno alternative in attacco, dovevamo trattenere Duván Zapata o Leonardo Pavoletti e in alternativa, perché no, comprare Robert Lewandowski. Ci volevano tre o quattro giocatori nel ruolo di centravanti. Che campagna acquisti ha fatto la società? Poi l’incidente a Faouzi Ghoulam. In questo caso nessuno si è permesso di dire che a sinistra dovevamo averne dodici ma di Mário Rui che ce ne facciamo? Chi è costui che ora occupa abusivamente quella corsia e che si permette di fraseggiare con Marek Hamšík e Lorenzo Insigne? E ancora, con José María Callejón, Marek Hamšík, (Ciro) Dries Mertens, Pepe Reina tutti fuori forma dove andiamo? Ma questo Presidente perché non ha speso gli stessi soldi del Manchester City per fare la squadra? Quegli stessi 450 milioni che la squadra inglese ha speso in due soli anni? E poi, con il contabile Sarri in panchina. Ma che ne sa anche lui di calcio? Perché mai non ha chiesto a Giuntoli di comprare Messi, Iniesta, Neuer, Bale, ecc. ecc.? Beh, certo, se tutti quelli che scrivono sui Social fesserie che, poveri noi, siamo costretti a leggere, facessero i presidenti, gli allenatori, i direttori tecnici e forse anche i medici chissà, forse nelle prime 12 giornate di campionato ne avremmo vinte circa 15. E nelle due sfide in Champions League con i cityman avremmo rifilato ai poveri malcapitati una ventina di gol. Purtroppo non è così e ci dobbiamo rassegnare. De Laurentiis non è né cinese né russo. E’ un imprenditore, ci interessa poco se anche tifoso del Napoli, che fa il suo mestiere con i soldi che può investire in questo business. E’ di pochi giorni fa una intervista a Berlusconi che chiarisce il perché ha venduto il Milan. Ebbene, il ricchissimo imprenditore milanese ci dice che l’ha dovuto fare perché una famiglia, sia pure con le sue possibilità, non può competere più contro i capitali orientali. Lui si è fatto da parte. Signori, stiamo parlando di Berlusconi. De Laurentiis no, è lì, con i mezzi di cui dispone, a misurarsi con la Juve, la Roma, l’Inter. E se qualcuno ci racconta che non lo sta facendo al meglio delle sue possibilità è in malafede. Ma i social sono lì a raccogliere i commenti di chi, pur di aggiudicarsi un “mi piace” in più, si arroga il diritto di sparare sciocchezze in produzione industriale. Sia chiaro, noi non siamo contro i social, checchè! I social hanno meriti non sottovalutabili: ci hanno accorciato le distanze fisiche, ci hanno aumentato la possibilità di fare nuove conoscenze, di condividere interessi comuni, ci hanno regalato un nuovo strumento di promozione, ci danno la possibilità di diffondere notizie alla velocità della luce e tant’altro. Noi siamo contro chi ne fa un uso improprio e soprattutto contro chi dà credito a tanti commenti che andrebbero certamente ignorati. Il Napoli, da anni, ci sta offrendo gioco e spettacolo a cui non eravamo più abituati. Sta battendo ogni tipo di record e ve ne risparmiamo l’elenco, è in testa meritatamente al campionato italiano e lotterà fino alla fine contro i più ricchi. Trascuriamo quindi chi, per chissà quali motivi oppure solo per la sindrome del “bastian contrario”, getta discredito su una squadra e una città. 

Commento di Roberto Mele

Caro Direttore condivido solo parzialmente la tua analisi sull'operato dello staff-napoli (societa'-allenatore, direttore sportivo) in quanto la gestione delle alternative nei settori difesa-attacco mi sembra lacunoso e il fatto di non aver avere disponibilità illimitate non significa che i soldi non possano essere spesi meglio. Che senso ha mandare via Strinic quasi gratis per prendere Rui a 10 milioni e farlo giocare solo se il titolare si rompe. E' chiaro che se non li utilizzi i giocatori chiedono di andare via e quando chiamati non sono sempre pronti come gli altri. Questo non significa che lo spettacolo non sia ottimo o che non si sia fatto bene ma se si vuole anche vincere si deve fare di più e meglio perché la concorrenza (JUVE ROMA) è forte. Ti saluto affettuosamente.