Ciao Manolo di Gianni La Camera (Pubbl. 01/02/2017)

Se ne è andato come era prevedibile, senza nessuna polemica. Ha trascorso a Napoli e con il Napoli un tempo sufficiente per farsi apprezzare e come giocatore e come uomo. Mai uno screzio né con i compagni e né con l’allenatore, mai una incomprensione con i tifosi. Un ottimo rapporto con la società che, alla fine di quest’ultima tornata di calcio-mercato l’ha ceduto a titolo definitivo al Southampton Football Club per 17 milioni più bonus. Le cifre della transazione sono importanti così come si conveniva per un campione in campo e fuori. Certo, Manolo aveva un atteggiamento che poco si addiceva al carattere del tifoso partenopeo. I supporter del Napoli amano i giocatori che sanno “esplodere” a un gol, che raggiungono la curva per esultare con loro, che sappiano rilasciare dichiarazioni d’amore. Gabbiadini non lo faceva, non era nel suo dna. Ma Napoli l’ha amato lo stesso. Ne apprezzava l’impegno nonostante le innumerevoli panchine a cui era costretto. Manolo si faceva voler bene per la sua disponibilità ad accettare proprio quel ruolo di riserva che, diciamolo, a volte non meritava. Riassumiamo quindi quanto ha saputo dare a una squadra che non lo ha saputo impiegare come meritava. Nel 2014/2015  ha realizzato 20 gol in 2448 minuti: un gol ogni 122 minuti. Nel 2015/2016 ne ha fatti 9  in 982 minuti: un gol ogni 109 minuti. Nel 2016/2017 5 gol in 773 minuti: un gol ogni 155 minuti. Totale complessivo delle 3 stagioni 34 gol in 4203 minuti: un gol ogni 123 minuti. Beh, sono numeri che parlano da soli. Ora inizia la sua avventura in terra inglese con un giusto contratto di 2,5 milioni a stagione e noi non possiamo che augurargli una splendida carriera. Lo sentiremo ancora un po’ “nostro”. Il giocatore diceva di se stesso: «A parole non sono bravissimo, mi faccio notare in campo. Mi adatto a vari moduli. Sono forte nel tiro e abbastanza forte fisicamente. I due allenatori che mi sento di ringraziare nella mia carriera sono Ciro Ferrara che mi ha convocato in under 21 anche quando in serie B giocavo meno, e Mihajlovic che mi ha fatto esplodere alla Samp, se ha una cosa da dirti te la dice». Non nomina Sarri e forse ha ragione. E’ questa probabilmente una lacuna dello stimato allenatore della terza forza del campionato. Sarri non ha mai potuto o saputo impiegare Manolo nel suo ruolo naturale, non è mai stato in grado di costruire un attacco che esaltasse le doti di un campione che pure sapeva incantarci con quel suo sinistro potente e improvviso. Forse il miglior sinistro in Italia. Sì, giustamente va a prestare la sua opera altrove e per una volta siamo contenti che sia andato in un campionato estero. Diciamo la verità, conoscendolo, non vorremmo ritrovarcelo contro. Ciao Manolo, in bocca al lupo.

Commento di Diego Muscariello

Condivido in pieno, va aggiunto che la personalità di Gabbiadini è emersa in varie occasioni, in ultimo quando, appena entrato, in gara di champions si è fatto carico di tirare un calcio di rigore, che non si poteva sbagliare, senza alcuna titubanza. Rigore, il quel momento, determinante per la qualificazione del Napoli agli ottavi. Grande Manolo

Commento di Edoardo Dea

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