Alluce valgo del dott. Salvatore Mazzeo (Pubbl. 16/01/2019)

Si tratta di una deformità per il 60% ereditaria e più frequente nel sesso femminile: il valgo dell’alluce (che si posiziona all’esterno, coricandosi sul lato interno ) e il varo del primo metatarso (che viceversa si sposta all’interno), con una conseguente sporgenza della testa di quest’ultimo. La testa del primo metatarso non presenta inserzioni o origini muscolari per cui è soggetta a squilibri di forze che si esercitano sulla articolazione MTF (tra il metatarso e la falange dell’alluce), in particolare sull’alluce (per esempio, scarpe strette all’avampiede).

Nell’articolazione congruente la deformità consisterà in uno slargamento dell’eminenza mediale (bunion o cipolla) che attraverso una pressione all’interno della calzatura provocherà una borsite dolorosa. In un’articolazione incongruente o sublussazione si avrà la progressione della deformità. Il progressivo spostamento laterale della falange spingerà all’interno la testa della I MTF (articolazione tra primo metatarso e falange dell’alluce) con un aumento dell’angolo intermetatarsale.

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Angoli normali e patologici

Il disturbo principale consiste in un dolore in corrispondenza dell’eminenza mediale (cipolla). Nel 40% dei casi è presente una cheratosi plantare cui si associano calli e deformità anche delle altre dita, la più frequente delle quali è il dito a martello. La funzionalità articolare appare da subito compromessa e dipende dal grado e dalla congruenza della deformità. Quelle di vecchia data presentano rigidità alla estensione, con un alluce ruotato fino a 90 gradi

Una radiografia sotto carico in AP consente di evidenziare:

·       il grado di congruenza della articolazione metatarso-falangea;

·       la presenza di patologie degenerative articolari (artrosi, AR , gotta…);

·       l’angolo intermetatarsale (inf. a 10°);

·       l’angolo di valgismo (inf. a 15°);

·       l’eventuale lussazione dei sesamoidi.

Va preliminarmente detto che nessuna tecnica sarà perfettamente conforme ai bisogni di ogni specifico caso. Dovranno infatti essere presi in considerazione: i parametri radiologici; l’età del paziente; le condizioni trofiche locali (sistemi vascolare, nervoso, metabolico).

Il chirurgo ortopedico, inoltre, sceglierà tra le varie tecniche chirurgiche anche in base alla propria esperienza e preparazione, senza escludere le aspettative del paziente. Infatti, dopo attenta valutazione si sceglierà la procedura più idonea al caso:

•       sulle parti molli: miotomia degli adduttori (cioè taglio dei muscoli che si inseriscono sulla falange) e plastica dell’adduttore (cioè trazione e riposizionamento del muscolo fino a correzione della deformità, con riallineamento dell’alluce sulla testa del metatarso);

•       sull’osso: osteotomie prossimali o distali del primo metatarso (cioè taglio dell’osso e sua correzione mantenuta con fili metallici o viti); osteotomia della falange dell’alluce.

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4sal11jpg Osteotomia del metatarso fissata con vite, dopo correzione

Un discorso a parte merita la chirurgia percutanea mini-invasiva, messa a punto da Isham negli Stati Uniti (conosciuta con l’acronimo MIS - mini invasive surgery - e fatta conoscere in Europa da Del Prado). Questa tecnica si avvale di minime incisioni attraverso le quali si introducono minifrese e minibisturi che attueranno la correzione della deformità senza incisioni e scollamenti di tessuti. I vantaggi della mini-invasiva sono sostanzialmente: tempi chirurgici ridotti; recupero veloce; scarso dolore post-operatorio. Tuttavia, non se ne possono sottacere gli svantaggi: una curva di apprendimento lunga; un facile entusiasmo con tentazione a trattare indiscriminatamente tutte le deformità quando persiste l’indicazione alle tecniche tradizionali per le deformità con lussazione MTF irriducibile, artrosi e angolo intermetatarsale superiore a 20°.

In conclusione, l’alluce valgo non è un semplice inestetismo, ma una vera patologia, che se trascurata può portare a una sintomatologia ingravescente in termini di funzionalità e di sensibilità, oltre che naturalmente di estetica attraverso la presenza della esostosi e della pronazione dell’alluce, cui si accompagna un aggravamento di eventuali preesistenti disturbi circolatori (vene varicose), una ipersudorazione, borsiti e callosità. Pertanto, tenendo presenti queste eventualità il chirurgo, a seconda dei casi, privilegerà un trattamento basato sulla possibilità di un risultato che migliori la funzionalità della MTF e che faccia scomparire il dolore.

Per porre quesiti al dott. Salvatore Mazzeo (specialista in ortopedia, traumatologia, medicina dello sport), scrivete a drsmazzeo@libero.it
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