Quale sport per i nostri figli? Criteri e suggerimenti del dott. Salvatore Mazzeo (Pubbl. 13/10/2017)

Ad ogni inizio di anno scolastico sempre più genitori di fanciulli del primo ciclo di istruzione si trovano ad affrontare il dilemma: quale attività sportiva è più adatta per mio figlio? Da quali criteri dovrei farmi guidare nell’indirizzarlo a una pratica sportiva piuttosto che a un’altra?

Siamo quel che siamo per due componenti che hanno plasmato il nostro corpo e il nostro carattere: natura e cultura, non natura contro cultura, come si credeva una volta. La componente genetica e quella ambientale, fin dalla prima infanzia indirizzano il nostro futuro verso quel che saremo. I genitori prima, la scuola e gli amici dopo, incoraggeranno una inclinazione, che forse avrà piena realizzazione per una serie di altre circostanze: il caso, la fortuna, una forte determinazione. Fatta questa necessaria premessa, la scelta su quale attività sportiva un genitore può indirizzare un figlio dipende innanzitutto dalle strutture disponibili sul territorio, anche se, per ragioni meramente culturali, il calcio rimane lo sport più popolare ed accessibile nel nostro Paese. Bisogna ricordare, però, che ogni sport può essere simmetrico o asimmetrico, a seconda dell’impegno totale o distrettuale del sistema muscolo-scheletrico. Purtroppo la maggioranza degli sport sono asimmetrici in quanto il gesto atletico privilegia determinati gruppi muscolari, relegando gli altri al ruolo di satelliti (ecco il motivo per cui i professionisti, per non accentuare questa sproporzione che penalizzerebbe la qualità delle prestazioni, si sottopongono ad allenamenti supplementari): il calcio impegna prevalentemente gli arti inferiori, il tennis quelli superiori, anzi un solo arto, il ciclismo e il fondo gli arti inferiori. Infatti, le immagini degli atleti che si dedicano a questi sport ci mostrano ipertrofie muscolari monolaterali (tennis, scherma ...) o monodistrettuali (calcio, boxe, corsa, ciclismo ...) con una sproporzione evidente tra arti inferiori e superiori o tra un arto e l’altro.

Solo gli sport acquatici, in special modo il nuoto, sono i più completi. Non a caso il nuoto viene prescritto in ogni programma di riabilitazione dopo un infortunio; la ragione è semplice, si tratta di uno sport simmetrico che sollecita l’attività muscolo-scheletrica in un ambiente come l’acqua, quasi in assenza di gravità. Le articolazioni così si muovono con uno sforzo ridotto e i muscoli si contraggono più liberamente e in maniera sincrona, con escursioni articolari quasi massimali, a fronte di un ridotto affaticamento, a parità di impegno in altre discipline. Ma non tutti i territori hanno una piscina, perciò consiglierei di assecondare i desideri dei propri figli, cercando di seguirli nelle attività perché, finché si è in tempo, si può sempre intervenire per migliorare una capacità o accontentarsi di una potenzialità, tenendo sempre presente che quel che conta è l’aspetto ludico e socializzante dello sport, non quello competitivo-agonistico. Le caratteristiche morfologiche (genetiche) e quelle sociali (ambientali) faranno il resto, incoraggiando l’adolescente verso la disciplina sportiva che gli è più congeniale. Un soggetto veloce, con un timing naturale, cresciuto in un ambiente competitivo, avendo accesso alla sola palestra scolastica, probabilmente prevarrà in ogni attività. Viceversa uno in sovrappeso, lento e cresciuto in un ambiente familiare iperprotettivo avrà maggiori difficoltà ad esprimersi. Essendo i genitori le figure che meglio conoscono i propri figli in questa fase di vita, consiglierei di considerare oltre l’aspetto fisico anche l’aspetto caratteriale e indirizzare i soggetti portati alla collaborazione a sport di squadra e quelli competitivi a sport individuali, senza enfatizzare eccessivamente i due aspetti, in quanto, ripeto, non si deve perdere di vista la fondamentale funzione di lubrificante sociale dello sport.

Fonte: http://www.alpineskimerano.it

 Per porre quesiti al dott. Mazzeo (specialista in ortopedia, traumatologia, medicina dello sport), scrivete a drsmazzeo@libero.it