I RACCONTI DI GIOVANNI RENELLA

Lungo la traiettoria (Pubbl. 28/11/2017)

Correva veloce, lungo la traiettoria tracciata.

Era partito di impulso, senza neanche valutare gli effetti che avrebbe provocato al suo arrivo.

Adesso desiderava solo di riuscire a percorrere, il più velocemente possibile, il tragitto che lo separava dall’obiettivo finale.

Durante lo spostamento ebbe il tempo di riflettere sulle motivazioni per cui era stato indotto a muoversi.

Quello stato di cose lo aveva sopportato a lungo, troppo a lungo, al di là di ogni limite.

Per anni era stato costretto all’immobilità, perché lei ancora voleva provare a credere a quelle fumose promesse di redenzione che, puntualmente, non si realizzavano.

Così era rimasto lì, fermo, risucchiato all’indietro dall’estremo tentativo di una donna tradita che non voleva arrendersi all’evidenza dei fatti e tentava di recuperare l’irrecuperabile.

Si era riproposto più e più volte, pur di toglierla da quell’umiliante situazione, ma non era riuscito a spuntarla.

Il ricordo di quello che lei aveva creduto essere un grande amore e il desiderio di provare a farlo rivivere, dando una nuova chance a chi ormai non meritava più alcuna considerazione, lo avevano sempre frenato.

Ma in cuor suo sapeva, conoscendo il fedifrago, che presto o tardi gli avrebbe reso la pariglia.

L’occasione gliela fornì l’ennesimo tradimento di lui, sorpreso a palpeggiare la sua ultima fiamma nell’ufficio trasformato in alcova.

Colto alla sprovvista, non fece neanche in tempo a provare ad accampare una scusa plausibile: lo sputo della moglie, seguendo una traiettoria lineare, lo raggiunse in pieno viso, ferendo a morte il suo ego.