I RACCONTI DI GIOVANNI RENELLA

Il facilitatore (Pubbl. 12/05/2018)

Il sole stava per sorgere, ma lui era già pronto a fare la sua parte anche per quella giornata.

Il compito che lo attendeva, come ogni mattina, era quello di facilitare i rapporti fra le persone, rendendo gradevoli le loro conversazioni.

Sapeva come rendere piacevole l’ambiente in cui prendevano consistenza, assumendo forma e sostanza, le parole con cui uomini e donne avrebbero intrecciato le loro relazioni.

Tutto passava da lì e a lui toccava l’onere di mantenere il posto pulito e profumato: fosse solo per una questione di buon gusto, da cui non intendeva prescindere.

Spesso il compito era arduo, specie se si trovava al cospetto di fumatori incalliti o di bambini riluttanti, ma non era avvezzo ad arrendersi facilmente.

Le aveva studiate tutte pur di rendersi attraente: dall’abito alla profumazione scelta, non lasciava niente di intentato, né si affidava al caso.

Per i più piccoli ricorreva a vestiti colorati, dalle forme accattivanti, che ricordavano gli eroi dei cartoni animati; con gli adulti funzionava di più l’attrazione olfattiva o il richiamo di vantaggi per la salute.

Ne aveva per tutti i gusti, purché gli lasciassero fare il suo mestiere, o meglio svolgere la sua missione.

Certo, c’era anche chi riteneva di poter fare a meno di lui e a questi riservava uno sguardo carico di commiserazione, ben sapendo che la loro giornata sarebbe stata caratterizzata da improvvisi allontanamenti di cui non avrebbero compreso i motivi.

Fortunatamente non mancavano le gratificazioni dei tanti che non potevano fare a meno del suo aiuto, anche più volte al giorno.

Come era contento quando si trattenevano a lungo con lui, indugiando sui punti critici per rimuovere anche le insidie più nascoste.

E che grande soddisfazione quando al termine sospiravano, a bocca aperta, compiaciuti per il lavoro ben fatto!

Pazienza se continuavano a spremerlo, giorno dopo giorno: il risultato ottenuto lo ripagava di ogni sforzo compiuto.

Del resto, cosa poteva desiderare di più un tubetto di dentifricio?