Una giornata da dimenticare di Giuseppe Capuano (Pubbl. 08/04/2016)

La comunicazione breve ama le immagini. Uno scatto, un filmato dice molto di più di fiumi di parole. Per la giornata di martedì 6 aprile a Napoli l’immagine simbolo è il Presidente Renzi che scende dall’elicottero e di corsa raggiunge i vigili del fuoco. Un’immagine che non c’è, accuratamente tagliata dalle riprese RAI, ricomposta, ammorbidita dalla corsetta sportiva del giovane e dinamico premier. Si è preferito mostrare le gli scontri tra i manifestanti o la solita scena del turista Renzi che a Napoli non può non mangiare la pizza con la sua candidata sindaco. Sulla complessa vicenda di Bagnoli non è semplice scrivere su un giornale come il nostro che cerca di capire cosa accade nel mondo e nel Paese. In questo momento a Napoli e in Italia c’è la mischia, e dopo botte e proclami tutti sembrano essere d’accordo. La giornata di ieri va per questo ricordata come una giornata dove la Politica è stata emarginata per far posto alle performance mediatiche del Presidente del Consiglio e, per rimbalzo, del Sindaco. Una cosa è certa: pochi, i più esperti, interessati e coinvolti sanno bene cosa sta succedendo, gli altri, tutti noi sappiamo che da un elicottero è scesa una bomba umana ed istituzionale giunta in città in piena campagna elettorale, anzi di ben due campagne elettorali (quella per il referendum contro la proroga incondizionata alle autorizzazioni per le trivellazioni nei nostri mari e quella per il nuovo sindaco della città). Una bomba lanciata per scombinare le carte, per ridare visibilità alla candidata del premier ed alle posizioni del governo. Questi anni sono stati solo apparentemente segnati dall’immobilismo sul risanamento di Bagnoli. Questi anni nascondono una battaglia di interessi contrapposti, e non sempre leciti, che vedevano nell’investimento in quell’aria una opportunità per costruire carriere e accrescere patrimoni. Capiamo la posizione del sindaco De Magistris, che con il suo linguaggio diretto, spesso irritante, quando dice che la cabina di regia è il luogo di patteggiamento di interessi. Capiamo il Presidente Renzi che in questo caso sbotta contro l’immobilismo istituzionale. Ma ricordiamo al Presidente che questi ultimi non sono stati anni inutili del tutto inutili per Bagnoli. Ci si è confrontati, a volte scontrati, su quale indirizzo di sviluppo quella zona, e tutta la Regione,avrebbero dovuto prendere. La Politica è scelta per il presente e per il futuro, ed è giusto, in una democrazia, che lo scontro tra visioni diverse debba avere visibilità, coinvolgendo tutti i soggetti direttamente e indirettamente interessati. Su Bagnoli in questi anni ci si è scontrati sull’idea di realizzare un porto canale; se estendere o meno a tutta la zona la tutela paesaggistica così vicina alla costa e al paradiso di Posillipo; se e come salvare l’archeologia industriale; se lo sviluppo doveva essere edilizio residenziale o turistico; se la spiaggia doveva essere libera o lottizzata; se creare o meno un parco pubblico. Non si tratta di banalità. La disamina sulle decisioni è essenziale. Per questo scendere da un elicottero e presumere di risolvere tutto a forza di commissariamenti, è sbagliato. La storia di Bagnoli è una storia ricca, che da sempre ha segnato la città. E’ una storia di confronto di idee, di culture. E’ una storia anche dolorosa per le migliaia di persone che dagli antichi stabilimenti hanno tratto fonte di sopravvivenza, ma anche di morte per le terribili conseguenze dell’inquinamento da amianto e non solo. Bagnoli e la sua storia meritano rispetto, nell’interesse di tutti. La Politica poteva questa volta svolgere un ruolo essenziale. Si è scelta la campagna elettorale da parte di tutti i contendenti. Se si continua così perderanno tutti: la città, ma anche la nazione. Per questo quella del 6 aprile è stata una giornata da dimenticare.

 
 
 
 

foto di Luca Somma

 
 

foto di Luca Somma