La sfida del nuovo governo di Elio Mottola (Pubbl. 02/09/2019)

Sembra stia per partire un nuovo Governo, sotto quali auspici? saranno coincidenti con le aspettative che la maggioranza degli italiani ripone nella sua azione? Il primo augurio è che questo Governo recuperi l’originaria fisionomia, tradizionalmente costituita dal Presidente del Consiglio, dai Ministri e dai Sottosegretari. I due vice premier, di cui tanto si discute, sono un’integrazione saltuaria e relativamente recente, angeli custodi la cui presenza limita l’autonomia del Premier, il quale risponde al Parlamento e solo indirettamente ai partiti che lo sostengono. Un’altra priorità che si vorrebbe vedere realizzata, indipendentemente dai contenuti e dalla composizione dell’esecutivo, è un diverso stile di conduzione dell’attività di governo. Vorremmo fosse recuperata una compostezza negli atteggiamenti non solo dal premier Conte, che ha già avuto modo di manifestarla destando consenso, come d’altra parte già avvenuto con Gentiloni, ma di tutti i rappresentanti del governo. Sarebbe quindi apprezzabile che partecipassero moderatamente ai talk show, che si contenessero nell’uso dei social. Ciò in primo luogo per dare un’immagine unitaria dell’azione di governo e non suddivisa in tanti frammenti di cui ciascun ministro si intesta la paternità. Ma soprattutto per non lasciarsi trascinare nella rissa da un’opposizione che si preannuncia quanto mai truculenta. Sarebbe infatti di fondamentale importanza ricondurre il dibattito politico sul terreno del confronto civile e costruttivo, sottraendolo agli eccessi verbali, nei quali si annidano le peggiori fake news, cui tanti ricorrono per suscitare infondate paure e conseguenti reazioni emotive. Questo è in verità un obbiettivo di lungo periodo, ma il nuovo Governo farebbe ben ad imboccare da subito questa strada: è infatti necessaria un’inversione dell’orientamento popolare che, drogato com’è da una propaganda martellante e fallace, scambia risorse umane per pericoli (immigrati), regole costituzionali per complotti (formazione del nuovo governo), organismi internazionali che abbiamo concorso a creare per nemici (Unione Europea). È urgente svelenire lo scontro politico: il Paese ha bisogno di pacificazione, di tranquillità, di stabilità. Solo in queste condizioni può rinascere quella fiducia collettiva nella quale, tra l’altro, imprenditori e consumatori potranno vedere un orizzonte: diversamente gli uni si guarderanno bene dal fare nuovi investimenti mentre gli altri, anziché spendere i ventilati incrementi delle risorse disponibili, preferiranno metterli da parte come è sempre avvenuto negli ultimi tempi, già a partire dai famosi 80 euro del governo Renzi. Un percorso dunque lungo e faticoso per avviare il quale sarebbe oltremodo utile impostare la squadra di governo su personalità di provata competenza, anche se estranee ai partiti, seguendo il consiglio di Grillo. Per questa via si riuscirebbe più agevolmente a scongiurare il rischio della conflittualità all’interno del governo, che ha connotato tristemente quello gialloverde. La premessa imprescindibile a questo scopo è che si concordi preventivamente un programma di governo e lo si porti avanti senza protagonismi Una partenza seria e responsabile della nuova maggioranza potrebbe fare ben sperare nella nascita di un’alleanza organica tra chi si professa europeista, solidarista ed ambientalista, strada obbligata per battere una destra così spregiudicata, inconcludente e pericolosa. È questa la sfida che si presenta al nuovo Governo. Non osiamo immaginare che scenario si aprirebbe se dovesse cadere dopo pochi mesi.

 
 
 
 


commenti sul blog forniti da Disqus