STOP TTIP, le ragioni della protesta di Gaetano Placido (Pubbl. 11/05/2016)

In vari Paesi europei si stanno svolgendo manifestazioni di protesta contro il TTIP (trattato di liberalizzazione commerciale) tra gli Stati Uniti e l’Europa.  Il 7 maggio a Roma alcune migliaia di persone hanno sfilato in corteo. Non tantissime, in verità, segnale di una scarsa informazione sulla questione. Cerchiamo di riassumere in maniera il più possibile chiara e sintetica i  contenuti  di questo “accordo”, tenuto  a lungo segreto, che “Greenpeace Olanda” ha svelato.  L’obiettivo dichiarato (?!) del Trattato è quello di edificare barriere commerciali nei confronti di alcuni Paesi emergenti (Cina, India, Brasile), creando un mercato interno tra Europa e Stati Uniti le cui regole andrebbero affidate unicamente alla discrezionalità dei grandi gruppi finanziari coinvolti. A costoro, in sostanza, si attribuisce il potere di contrastare, anche in sede giudiziaria, qualsiasi norma introdotta dai Governi nazionali a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini-consumatori. Si introduce, inoltre, un altro organismo, Regulatory Cooperation Council, formato da tecnici nominati dall’UE e dagli USA che avrebbero voce anche sui contratti di lavoro o sui livelli di sicurezza della produzione e della commercializzazione dei prodotti. Governi, sindacati, società civile, sarebbero a questo punto tagliati fuori da ogni possibile intervento, anche in sede giudiziaria, qualora le ragioni della tutela e della sicurezza confliggessero con gli interessi delle imprese.  Ma c’è di più. Tutti i settori di produzione e consumo, come cibo, farmaci, energia, chimica, ma anche ambiti connessi a servizi essenziali, quali scuola, sanità, acqua, previdenza, sarebbero esposti a ulteriori privatizzazioni selvagge, potendo essere acquisiti da imprese e gruppi economici più competitivi sul mercato.  Insomma siamo in presenza di una partita gigantesca, crogiolo di interessi variegati e spropositati, che rischia di produrre danni incommensurabili alle condizioni di vita dei cittadini, ma anche alla loro salute. Si pensi, ad esempio, alla concreta possibilità che i nostri mercati vengano invasi da carni bovine di provenienza USA, trattati con ormoni ritenuti dalla nostra legislazione cancerogeni, senza alcuna possibilità di vietarne la commercializzazione. Come si vede il TTIP è un grosso regalo, in termini di profitti, che si  fa ai mercati statunitensi e con gravi rischi per la salute dei cittadini europei. Per questo la campagna #StopTTIP va intensificata in vista dei prossimi round negoziali di Bruxelles.