Conte due. Punto e a capo di Giuseppe Capuano (Pubbl. 30/08/2019)

Il Quirinale tira un sospiro di sollievo” ha titolato il 29 agosto l’Huffingtonpost.it. Dopo il nuovo incarico a Giuseppe Conte ci dicono che lo spread continua a scendere e la borsa di Milano segna un segno positivo. La chiamata alla piazza della Meloni e del leader Salvini è poco credibile, e le loro sembrano parole pronunciate da personaggi che appaiono già come figure di secondo piano. Gli stessi sondaggi che negli ultimi mesi segnalavano come il truce ministro dell’interno fosse salito nel consenso a livelli altissimi, oggi indicano un suo calo di ben 15 punti e un gradimento di Conte al 52%. Ma è davvero così? Gli umori degli italiani sono davvero così fluttuanti? In quattordici mesi è accaduto di tutto, o quasi. Le nefandezze compiute nei confronti dei migranti e il consenso che hanno registrato nell’opinione pubblica, pesano come un macigno sul futuro di questo nostro Paese così le norme di restrizione della libertà contenute nel decreto sicurezza oltre a quelle sulla legittima difesa, che contribuiranno a rendere la nostra società più violenta e paradossalmente meno sicura. Ora che si è sciolto il malefico intreccio tra M5S e Lega e riparte una nuova alleanza, in molti, a sinistra, in quel sempre più indefinibile agglomerato che raccoglie ben pensanti e ultras, da Calenda a Potere al Popolo, si grida allo scandalo per il PD al governo con il M5S. Calenda si dimette dal PD perché il partito si è unito con un movimento che nulla ha a che fare con lo spirito, i presupposti etici e culturali del PD; ma quando Letta e poi Renzi e ancora Gentiloni hanno retto le sorti del paese con Berlusconi prima e Verdini poi, lo scandalo non c’era? Continuiamo ad essere convinti che il sistema democratico e parlamentare italiano sia un sistema forte che garantisce molti, se non tutti, da derive autoritarie ma la Politica deve essere sottratta dall’opinionismo da bar della domenica. Basta con il dilettantismo di commentatori allo sbaraglio, che continuano a non rispettare ruoli e funzioni: come si può chiedere ai protagonisti impegnati in delicate trattative di rivelare nomi di ministri e sottosegretari? È mai possibile che la gente si accalchi fuori agli uffici dell’INPS per chiedere se quota 100 è ancora in essere o se invece decade, ignorando che il finanziamento è stato già definito fino al 2021? È mai possibile che ci sia gente che possa credere alle frottole messe in giro sul fatto che i concorsi banditi per le assunzioni nella Pubblica amministrazione si faranno, ma le persone non verranno assunte perché al governo andrà il PD? La nostra cultura, politica e non, ci porta ad essere molto distanti dai così detti complottisti, o forse sarebbe meglio definirli pettegoli, che cercano di capire il mondo sbirciando da dietro le tende delle loro anguste finestre, ma ciò detto è importante cercare di capire cosa sia successo in così breve tempo.

Il leader della Lega ha commesso un clamoroso errore di valutazione nell’aprire la crisi di governo o forse gli è stato chiesto di chiudere quell’esperienze? Non è da escludere che un ruolo essenziale nelle recenti vicende lo abbia svolto il compatto fronte interpartitico che vuole forzare il sistema istituzionale per garantire maggiore autonomia alle regioni del centro e nord-est del Paese. Un fronte che non ha forse gradito di essere capeggiato da Salvini, che era ed è personaggio troppo “caratterizzato” come uomo di destra. La trattativa Stato-Regioni per garantire maggiore autonomia alle regioni del centro nord est, classificata impropriamente con il termine autonomia differenziata, ha subito un rallentamento ma presto riprenderà. Il M5S era ed è confuso sulla questione e solo i natali meridionali del suo leader Di Maio hanno in qualche modo rallentato quel processo. Forse la presenza del PD al governo è vista da quel fronte come elemento che potrà garantirne l’accelerazione. Già perché da anni nel PD, e nelle sue versioni precedenti, l’idea di separare l’Italia anche se mai così esplicitata, è stata sostenuta da molti suoi esponenti ed è fortemente radicata in certi territori. Che Salvini sia all’opposizione è un fatto troppo importante che non si può ignorare. Forse non bisognava proprio permettere che arrivasse al governo. Aver evitato di rinnovare il Parlamento con il rischio che la destra salviniana avesse la meglio tanto da poter condizionare anche l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è un pericolo per ora scongiurato. Ora pare si stia rimediando agli errori del passato ed è un bene. Il discorso del Presidente incaricato pronunciato alla fine del suo colloquio col Capo dello Stato fa ben sperare che non si tratti di un semplice rimescolamento delle carte ma di una vera svolta. A tutte le persone semplici, a tutti i giornalisti, a tutti gli intellettuali che gridano allo scandalo e si infiammano per la nuova strana alleanza verrebbe da dire che forse da loro il Paese si aspetta altro, magari un contributo per distinguere l’amministrazione della cosa pubblica, che deve essere corretta ed onesta, dalla politica dei principi e delle prospettive. Tutto il resto è ancora da decidere e ci si deve rimboccare le maniche e dare il proprio contributo. Il Presidente incaricato ha più volte citato i principi iscritti nella nostra Costituzione giustamente distinguendoli dal vero e proprio programma del Governo che ad essi deve sempre ispirarsi. Siamo ancora però a dichiarazioni di principio. Per ora abbiamo un “rinnovato” mandato al Presidente ma l’organigramma del Governo si deve ancora costruire. Nel frattempo l’Italia non è ferma e tutti, nel rispetto di ruoli e responsabilità diverse, siamo chiamati a dare un contributo vero di lavoro e di idee. Il nostro futuro non si scrive solo nelle aule parlamentari e nei banchi del governo, ma nei luoghi di lavoro e di studio cosa che per pigrizia o per furbizia gli italiani spesso preferiscono ignorare.

 
 
 
 

Commento di pieruss@

Non dimentichiamo che spesso la superbia umana è soprattutto indice di stupidità, penso che si sia trattato di un semplice errore, da parte di Salvino, di valutazione anche il PD nelle precedenti elezioni europee aveva preso il 40% dei voti ed ecco che subito Renzi ha pensato di essere un grande politico, uno stratega, ha fatto fuori non solo uomini giusti ma soprattutto ha distrutto una politica di sinistra, una sinistra che dovrebbe essere a favore dei più deboli, di chi non ce la fa, e invece è stato solo un gioco di alta finanza...un gioco pericoloso che non ha tenuto conto delle condizioni reali degli ultimi, ma anche dei penultimi, della gente comune che un lavoro ce l ' ha ma che vorrebbe lavorare in un paese dove vige il merito e non il proprio cognome. Non si deve giocare a calcetto per trovare un posto di lavoro ma qualificarsi intellettualmente e professionalmente. ...speriamo che andrà meglio.

Commento di gpennacchio2@
Mi sembra che l'ipotesi che fai nell'articolo che a Salvini potrebbe anche essere stato chiesto di chiudere con Conte non è da scartare. Con la geopolitica ballerina tra Trump e Putin ci può stare questa ipotesi.



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