Contratti di locazione brevi normativa fiscale

Con legge del 21/6/2017 n. 96 si è convertito in legge il decreto legge n. 50/17 che stabilisce e disciplina la normativa dei cosiddetti contratti di locazione brevi.

La norma, entrata in vigore dall’1/6/17, stabilisce che “si intendono per locazioni brevi i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione di servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali,stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare anche attraverso la gestione di portali online“.

L’agenzia delle entrate, nella propria guida, illustra le regole sulla tassazione dei contatti di tale tipologia.

Per tali contratti vi è la possibilità di applicare il regime fiscale della cedolare secca ai redditi derivanti dalle sublocazione e da altre tipologie di contratti. 

La cedolare secca era stata già prevista per le locazioni brevi e ora, con la nuova norma, è possibile applicare le disposizioni in materia di “cedolare secca sugli affitti “anche ai contratti di sublocazione, di concessione in godimento oneroso dell’immobile da parte del comodatario e di locazione che comprende servizi accessori (pulizia ecc.).

Nello specifico la legge stabilisce quali sono le condizioni affinché il contratto breve sia assoggettabile alla cedolare secca e qui di seguito si indicano:

A) la durata del contratto non deve superare i 30 giorni; 

B) la data di stipula del contratto non può essere anteriore all’1/6/17;

C) deve riguardare unità immobiliari ad uso abitativo (con esclusione della cat. A/10);

D) i contratti possono prevedere anche servizi accessori della locazione (fornitura della biancheria ecc.);

E) le parti possono essere solo persone fisiche 

F) può trattarsi anche di sublocazione, comodato a titolo oneroso, locazione di singole stanze di una abitazione, sempre della durata massima di 30 giorni;

G) possono essere conclusi direttamente dalle parti o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare.

La base imponibile con l’aliquota dell’imposta sostitutiva al 21% va applicata all’intero importo del canone indicato nel contratto senza considerare l’abbattimento forfettario del 5% previsto per i contratti di locazione a regime ordinario. 

Nel caso in cui l’immobile dovesse appartenere a più proprietari, ma solo uno di loro ha stipulato il contratto di locazione, la ritenuta va operata e certificata solo nei confronti di quest’ultimo e pertanto, ritenuto che il reddito di locazione è imputato pro- quota a ciascun proprietario, sarà il soggetto intestatario del contratto a indicare la ritenuta subita nella sua dichiarazione dei redditi.

Avv. Vincenzo Capodanno