Referendum e.....il canto del cigno di Gaetano Placido (pubb. 18/04/2016)


E’ mancato il quorum. Il referendum non è valido. Matteo Renzi  sbandiera l’esito come una sua personale vittoria. Poco importa se lo fa strumentalizzando gli operai e gli ingegneri che avrebbero rischiato il posto di lavoro. Ma quale lezione esce dalla tornata referendaria? Assopiti i clamori della competizione, il nostro rampante premier si trova davanti una situazione “dicotomica” che,  se sottostimata, costituirebbe un gravissimo errore politico. C’è uno “zoccolo duro” nel Paese che si ostina a ritenere che la democrazia non sia un optional residuale e che la partecipazione al voto rappresenti tuttora uno strumento prezioso da salvaguardare ad ogni costo. E poi vi è una parte estremamente ampia di cittadini restii a votare nella convinzione che ormai non vi siano più margini per modificare una politica divenuta indifferente, lontana dai loro bisogni primari. Questo è l’insegnamento che esce da un esito che ha visto l’85% di SI reso inutile da una astensione che ha sfiorato il 69%. La disaffezione al voto non è più un semplice campanello d’allarme ma una realtà ormai strutturale, che apre un problema di emergenza democratica. Solo un  malcelato “delirio di onnipotenza”, come spesso palesato dai nostri novelli “rottamatori”, può rendere possibile “spacciare” questo dato sconcertante come effetto di un ampio consenso popolare. Per il resto, la partita trivellazioni resta più che mai aperta. Abbiamo la questione delle lobby, uniche vere beneficiarie delle attuali scelte del governo; le prescrizioni derivanti dagli accordi di Parigi sul superamento delle energie fossili; il delicato, e già compromesso, equilibrio biologico dei nostri mari; l’impatto deflagrante che le estrazioni petrolifere rischiano di avere sull’industria ittica e sul turismo. Nodi che vanno ben oltre la portata di una consultazione referendaria e che, qualora restassero insoluti, aprirebbero, nei prossimi anni (e non tra secoli), nefasti scenari tuttora prevedibili. Per questo pensiamo che tutti coloro i quali hanno inneggiato alla vittoria abbiano intonato  una sorta di canto del cigno.

COMMENTO DI FERROVITO

Emiliano con la regionale Puglia non hanno fatto una bella figura. Politica. Come la minoranza dem. I cinque stelle chi hanno mobilitato lo sanno loro. Vogliamo dire della lega? Che vuole mandare a casa Renzi? Lui l'ha buttata in "politica" e ha vinto. Purtroppo! Tu dici che alla lunga sarà una vittoria di Pirro!?!? Forse. Io non sono andato da mia madre per votare Sì. Tanti, troppi, se ne sono fregati. Ottimista? No. Oramai siamo al fare per il fare. E la gente, se penso a Rosy Bindi o a Bersani o a Grillo, molti torti non ha. Purtroppo! Sarà una lunga marcia. Questo è certo. Ma il risultato appare quando mai, nebuloso? Anche perché Renzi o non Renzi c'è l'Europa. Non dei popoli. È uno sviluppo democratico ed economico che rattrista. Ad Maiora!